Il CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, ritiene che il Congresso dovrebbe aggiornare la legislazione relativa alla Sezione 230. La sezione 230 è uno strumento chiave per proteggere la libertà di espressione su Internet, protegge i siti Web dalla responsabilità legale per i contenuti pubblicati dai loro utenti. Qualora violino delle norme non sarebbero puniti se non ci fosse questa legge. Tuttavia, ha pro e contro.

In un’udienza, prevista ieri 28 ottobre, Zuckerberg ha dichiarato apertamente che al di là di tutti gli aspetti positivi della sezione 230, di recente questa legge è diventata controversa politicamente e vorrebbe che ci fossero dei cambiamenti. Ciò implicherebbe nuove regole e normative e cambiare Internet per sempre. Il crescente dibattito sulla legislazione “mostra che persone di tutte le fazioni politiche non sono contente dello status quo”, ha affermato Zuckerberg.

“La gente vuole sapere che le aziende si assumono la responsabilità di rimuovere i contenuti inadeguati sulle loro piattaforme. Vogliono sapere che quando le piattaforme rimuovono i contenuti, lo fanno in modo equo e trasparente. E vogliono assicurarsi che le piattaforme siano ritenute responsabili. La sezione 230 ha reso possibile la creazione di tutti i principali servizi Internet e ha assicurato che valori importanti come la libertà di espressione e l’apertura fossero parte del funzionamento delle piattaforme. Cambiarlo è una decisione significativa. Tuttavia, credo che il Congresso dovrebbe aggiornare la legge per assicurarsi che funzioni come previsto”.

Sezione 230: dibattito in corso tra fazioni politiche e aziende tech, Zuckerberg dice la sua

La ragione per cui la sezione 230 è così controversa è in parte a causa del presidente Donald Trump, che ha preso di mira la legislazione con un ordine esecutivo a maggio. Trump ritiene che la legge venga utilizzata per proteggere le società di social media come Twitter, Facebook e il gigante della ricerca Google.

“L’indebolimento della Sezione 230 imporrà gravi limitazioni alla nostra capacità collettiva di affrontare i contenuti online e proteggere gli utenti”, dichiara Dorsey. Pichai ha affermato che i legislatori dovrebbero “essere molto attenti a qualsiasi modifica alla Sezione 230 ed essere molto consapevoli delle conseguenze che tali cambiamenti potrebbero avere su imprese e consumatori”. La modifica della sezione 230 potrebbe comportare una maggiore censura politica, anziché una riduzione.