blankImran Khan ha scritto all’amministratore delegato di Facebook, Mark Zuckerberg, chiedendo di rimuovere i contenuti islamofobici sulla piattaforma. Un ennesimo errore per Facebook, a poche settimane dalla vicenda sui post non rimossi in cui si negava l’esistenza dell’Olocausto.

Il primo ministro ritiene che non si debba ogni volta aspettare la goccia che fa traboccare il vaso per prendere decisioni così importanti. Khan sottolinea che bandire l’islamofobia anche e soprattutto sui social è comunque una parte fondamentale nella società di oggi. Diventa cruciale evitare che sentimenti così sbagliati si diffondano a macchia d’olio.

Sotto la pressione dei governi di tutto il mondo che chiedono un’azione per impedire che i social network diventino un mezzo per diffondere odio e disinformazione, Facebook ha intrapreso una serie di misure negli ultimi tempi. All’inizio di questo mese, la piattaforma ha vietato la pubblicazione di qualsiasi contenuto che neghi o distorca l’Olocausto. Un passo che è stato accolto con favore da molti. Ad agosto, la piattaforma utilizzata da oltre 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo ha vietato l’incitamento all’odio sulle persone di colore o gli stereotipi sugli ebrei che controllano il mondo.

Imran Khan: “Basta all’islamofobia”, la colpa è anche di piattaforme come Facebook, bisogna fermare la disinformazione

Nella sua lettera a Zuckerberg domenica sera, il primo ministro pakistano ha richiamato l’attenzione sulla “crescente islamofobia che incoraggia l’odio, l’estremismo e la violenza in tutto il mondo”, specialmente attraverso le piattaforme social come Facebook. “Apprezzo che tu abbia compiuto il passo per vietare giustamente qualsiasi messaggio che critichi o metta in discussione l’Olocausto. Tuttavia, oggi assistiamo ad una situazione simile contro i musulmani in diverse parti del mondo”, dichiara Khan.

I musulmani spesso non hanno diritti di cittadinanza e libertà di vestirsi e pregare come preferiscono. Citando come esempio la vicina India e la Francia, ha affermato che in India, leggi e misure anti-musulmane come “CAA e NRC, nonché uccisioni mirate di musulmani e incolpare i musulmani per il coronavirus riflettono l’abominevole fenomeno dell’islamofobia”.

In risposta all’appello di Khan, un portavoce di Facebook ha affermato che la società era contraria a tutte le forme di odio e che non consente attacchi basati su razza, etnia, origini o religione. “Rimuoveremo questo clima d’odio, dichiara il portavoce in una nota.