Canone rai

Tra le tasse maggiormente odiate dagli italiani troviamo sicuramente il bollo auto e il canone RAI, i quali sono stati oggetto di discussione per molto tempo a causa di una loro possibile abolizione. Il provvedimento è stato discusso soprattutto in questi anni, dopo che Luigi Di Maio, a quei tempi Vice Premier, aveva depositato una proposta di legge proprio per l’abolizione di queste due famose imposte.

È davvero molto tempo che si parla di questa possibilità, tuttavia non è mai cambiato nulla nel concreto. L’obiettivo alla base era quello di allinearsi ad alcuni Paesi europei, dove il bollo non esiste o è stato abolito tempo addietro. La vera novità rispetto al Canone RAI è stata introdotta da Matteo Renzi con il pagamento in bolletta piuttosto che separato dalle utenze. In questo modo ha permesso una riduzione sensibile del tasso di evasione di questa imposta.

Canone RAI e Bollo auto: molti aspettavano l’abolizione, ma questa sembra essere decisamente lontana

Da come si è potuto apprendere, il tema concernente l’eliminazione di queste due imposte è tornato fortemente alla ribalta in Italia. Tuttavia, al contempo, le strategie che sono state messe in atto per provare a incassare denaro senza il pagamento di queste due tasse sono state alquanto insufficienti.

Dunque, è difficile pensare di abolirle, in quanto il Canone RAI consente allo Stato di incassare fino a 1 miliardo di euro, da reinvestire poi in altri settori. Mentre per quanto riguarda il bollo auto, rende alle Regioni una liquidità di 6 miliardi di euro. Nel caso in cui ci dovesse essere la mancanza di queste due tasse, dovrebbe essere compensata da parte delle casse dello Stato.

Attualmente, quindi, non c’è alcuna possibilità che queste due tasse vengano abolite. Anzi, piuttosto che eliminarle, ci potrebbe essere un aumento. Alla luce della crisi economica data dalla pandemia, il Governo sembra aver confermato ufficialmente che i soldi mancanti nelle casse dello Stato potrebbero essere reintegrati aumentando altre tasse, o addirittura creandone di nuove. A questo punto, possiamo dire ufficialmente addio al “sogno abolizione”.