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Quante volte, andando a prelevare allo sportello, vi siete dovuti assicurare che nessuno guardasse il vostro PIN magari lanciandovi dietro un’occhiata circospetta?

Non siete gli unici, dal momento che negli ultimi tempi vanno sempre più affermandosi dei metodi estremamente diretti per poter rubare denaro dai conti correnti. Mentre negli scorsi mesi ci siamo occupati prevalentemente di pratiche di phishing, ossia email o SMS truffaldini che inducono gli utenti ad inserire i propri dati e le coordinate bancarie in appositi form, oggi ci concentreremo su questa nuova forma di furto che ha luogo direttamente agli sportelli bancomat.

Truffe ai bancomat: conoscerle per difendersi da questi attacchi

Qualche giorno fa ad Aosta tre correntisti sono stati derubati proprio mentre prelevavano denaro dal bancomat. E non con metodi “convenzionali”, come uno scippo, ma con strategie decisamente più raffinate.

Guardarsi intorno è la prima forma di protezione che si può mettere in atto: una delle pratiche più frequenti consiste proprio nel cosiddetto Shoulder Surfing, ossia sbirciare oltre la spalla della vittima per poter memorizzare il codice PIN del conto corrente.

Ma a che serve, nel momento in cui non si è in possesso di quella carta?

È importante perché contestualmente i truffatori potrebbero star mettendo in atto una seconda tipologia di furto, clonando la vostra carta. A questo scopo, si servono di uno Skimmer, ossia un apparecchio elettronico quasi impossibile da individuare che si inserisce nella bocchetta per la carta di credito e provvede a clonarla.

Laddove non riuscissero a sbirciare il PIN con il Shoulder Surfing, potrebbe essere presente una piccola videocamera, posta appositamente in direzione del tastierino numerico, a registrare l’operazione.

Un’altra strategia potrebbe invece consistere nel Cash Trapping: i ladri inseriscono una forcina per capelli all’interno della bocchetta d’uscita del denaro, bloccandolo materialmente dentro la macchina. Il correntista, non vedendo uscire le banconote ma visualizzando sul display la schermata che segnala il corretto completamento dell’operazione, sarebbe indotto a pensare ad un malfunzionamento dello sportello ATM e si recherebbe all’interno della banca a chiedere informazioni. Proprio in quel momento il responsabile del furto prende il posto della vittima ed estrae la forcina, in cui sono rimasti incastrati i contanti.