L’anno scorso erano 19.000 i risparmiatori che avevano fatto richiesta di risarcimento, denunciando di essere stati raggirati dalle proprie banche di riferimento. Man mano che passano i mesi iniziano a pervenire le prime somme agli investitori, in un flebile tentativo di compensare l’ingente perdita di tutti questi risparmiatori che avevano deciso di investire parte del proprio denaro in una materia indicata come “bene rifugio”.

I pm riferiscono che la responsabilità della truffa – passata alle cronache come “la truffa dei diamanti” – sia da ricercare nelle società di rivendita del bene e nei dipendenti e dirigenti delle banche che avrebbero collaborato al suo espletamento. Nello specifico, si parla della complicità di personale di Banco Bpm-Banca Aletti, Unicredit, Mps e Intesa Sanpaolo.

Truffa dei diamanti, cosa è accaduto e quali condizioni si stanno pattuendo

Stando alla ricostruzione delle vittime e degli stessi pm, i clienti di queste banche sarebbero stati convinti a stipulare dei contratti di acquisto di diamanti comprandoli da due società, la DPI di Roma e la IDB di Milano. Peccato però che i prezzi dei diamanti venduti non corrispondessero affatto con il loro reale valore: per indurre i clienti ad investire, sono state mostrate loro pagine di giornale con titoli di borsa estremamente gonfiati.

Una maggiorazione non indifferente, che si stima corrispondere a circa il 30-50% in più rispetto al valore reale dei diamanti, con picchi che hanno raggiunto l’80% in più. Un diamante del valore effettivo di 1.000 euro, ad esempio, poteva essere venduto ad un prezzo di 1.800 euro nel peggiore dei casi.

Chiaro dunque che si sia trattato, per tutti i clienti, di un investimento a perdere. E il peggio deve ancora arrivare, perché – come riporta il sito Verona Sera «Mentre Unicredit e Banca Intesa, per esempio, hanno già provveduto a rimborsare completamente gli investitori, chi aveva acquistato le pietre preziose con Banco Bpm si è visto finora restituire solo il 40 o il 60%» cui si potrà aggiungere nei prossimi giorni un altro 15%. Ci vorrà ancora del tempo, dunque, per ottenere i rimborsi.