Rete Unica: il nuovo progetto dovrà passare sotto l’Antitrust UE

La Ue ha espresso il suo disaccordo in merito al progetto italiano di rete unica comparso sul sito specializzato European Views, il quale osserva da vicino la politica della Ue e ripercorre la vicenda a partire dal recente downgrade sull’outlook di Tim.

Il pregiudizio anti-monopolio dell’UE legato alla liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni è un enorme ostacolo. Vediamo perché.

Rete Unica: il parere contrario dell’Antitrust

L’Antitrust italiano recentemente ha inflitto a TIM una multa di 116 milioni di euro per aver ritardato l’introduzione della banda larga ultraveloce nelle aree bianche (progetto Cassiopea) nel tentativo di sopprimere la concorrenza. Pertanto, “offrire a TIM un ritorno al monopolio nazionale potrebbe essere visto, nel peggiore dei casi, come un tentativo del governo di aiutare l’azienda a mantenere una posizione monopolistica anacronistica”.

Anche la vicepresidente della Commissione Ue e Commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager, interrogata in materia, ha sottolineato: “Il problema è se si tratta di un operatore indipendente o se ha legami specifici, verticalmente, con gli operatori retail”. Di fronte a tali commenti oppositori, non è ben visibile in che modo Bruxelles possa dare il via libera ad una rete unica, con TIM a capo.

Infine European Views ha dichiarato: “L’accordo tutt’altro che concluso tra TIM e Open Fiber non solo minaccia di ritardare gli investimenti infrastrutturali necessari con urgenza mentre i colloqui di fusione si trascinano, ma potrebbe comunque essere destinato al fallimento, perché non supererà le regole antitrust dell’UE”.

“Se il governo italiano vuole davvero mantenere la sua promessa di collegare metà delle famiglie del suo paese alla banda larga ultraveloce prima della fine dell’anno, deve abbracciare lo spirito di collaborazione e incoraggiare la concorrenza che guiderà la trasformazione digitale dell’Italia a nuovi livelli”, conclude.