È stato pubblicato il 1° ottobre 2020 il bonus PC e tablet di 500 euro in Gazzetta Ufficiale e AIRES (Associazione Italiana Retailer Elettrodomestici Specializzati), ha creato un forte dibattito in quanto questi “aiuti di stato”, favoriscono soltanto gli operatori telefonici ma non le famiglie.

Arrivano le proteste di Euronics e AIRES alla scelta del Ministero dello Sviluppo Economico

Si parla di operatori telefonici perché il contributo è erogato per la fornitura di servizi di connettività ad almeno 30 Mbit/s, nonché la fornitura dei relativi dispositivi elettronici necessari alla connessione, di un tablet e di un computer.

La dichiarazione di Maurizio Minuti, Presidente di Euronics Italia spa, sulla scelta del Ministero dello Sviluppo Economico:

«La scelta del Ministero rappresenta, a nostro avviso, un evidente danno per i consumatori che non potranno liberamente scegliere i prodotti e le migliori offerte presenti nel libero mercato oltre a essere in palese contrasto con le indicazioni fornite dal regolamento UE del 2015 in merito alle misure riguardanti l’accesso a un internet aperta e che recita chiaramente che gli utenti finali dovrebbero essere liberi di scegliere tra vari tipi di apparecchiature terminali.

In merito a questo tema anche l’AGCOM , l’autorità per le garanzie nelle comunicazioni, con delibera 348/18 si è chiaramente espressa approvando le misure attuative del regolamento europeo e questo decreto, di fatto rappresenta un passo indietro difficilmente comprensibile.

Abbiamo fatto la nostra parte durante il lockdown, mantenendo aperti gran parte dei nostri punti di vendita e garantendo al Paese oltre alla distribuzione di prodotti elettrici ed elettronici anche servizi essenziali come l’assistenza post-vendita e le riparazioni. Vederci oggi esclusi dalla possibilità di far utilizzare il bonus PC anche presso la nostra rete di vendita oltre che a danneggiarci, suscita in tutti noi operatori di questo settore della distribuzione una profonda amarezza».

AIRES ha quindi pubblicato un comunicato che critica il Bonus PC diventato legge, perché “prevede che solo gli operatori telefonici potranno gestire l’intero processo – e non solo la parte relativa alla connessione alla rete – compresa la consegna agli aventi diritto di modem, personal computer e tablet in comodato d’uso.”

“Saranno quindi solo le Telcos (sic) a venire indennizzate per un valore di 500 euro a singolo contratto stipulato – aggiunge AIRES – ma rimarranno proprietarie degli apparati che dovranno quindi essere restituiti ad esse al termine del contratto. In pratica saranno gli operatori telefonici e selezionare alcuni apparati da mettere a disposizione delle famiglie per un periodo limitato di tempo, e saranno per questo risarciti dal Ministero per lo Sviluppo Economico per un valore che potrebbe essere pari o addirittura superiore al valore del bene concesso in comodato gratuito per un periodo limitato agli aventi diritto.”

L’AIRES conclude la sua critica con questa frase: “Più che di ‘aiuti di Stato’ si può quindi parlare di ‘regali di Stato’ a favore di una specifica categoria di imprese.”

Nel prosieguo del comunicato, AIRES segnala che la forma del Bonus PC rischia di avere “un effetto dirompente sulla concorrenza tra produttori e importatori di hardware con effetti pesantissimi ai danni dei rivenditori di elettronica di consumo.” Il presidente di AIRES Andrea Scozzoli ha dichiarato: “Siamo indignati, ci opporremo in tutte le sedi competenti.”