trading online

A quanto pare, la trappola del falso trading sta letteralmente mandando a rotoli numerose famiglie. Questo accade in Italia, ma anche nel resto d’Europa e soprattutto negli Stati Uniti. La frode sembra espandersi a macchia d’olio in un contesto molto facile che è quello dell’assenza di cultura finanziaria nella maggior parte delle persone. Questa si sviluppa attraverso dei siti web ben fatti, con grafici e cifre che rimandano all’immaginario della borsa. Tuttavia, il trading online autorizzato è un’attività serie d’investimento, ovviamente non esente da rischi, ma nel trading-truffa la situazione cambia. Qui, in realtà, si gettano solo i propri soldi nell’immondizia, perché quei siti sono tutta finzione.

La Consob, tra gennaio e febbraio 2019, ha ordinato la chiusura di 34 siti e tre pagine Facebook che trattavano di falso trading online facendo investire soldi a consumatori in qualcosa di inesistente. Si è scoperto che, nella maggior parte dei casi, dietro a questi siti o pagine ci sono delle vere e proprie organizzazioni criminali internazionali. Spiega infatti la Consob: “Solo nel 2018 sono stati circa 400 gli esposti che abbiamo ricevuto per questo tipo di truffa”, e continua dicendo che questo è solo la superficie “perché molti si vergognano, o quanto meno hanno imbarazzo a parlare di cosa gli è successo”. Non tutti sono pronti ad accettare l’idea di essere stati truffati clamorosamente.

 

 

Trading Online: nelle truffe può veramente cadere chiunque

Non ci sono persone tipologie di persone in particolare che cadono nella frode, può essere davvero chiunque. Ovviamente, l’amo a cui tutti abboccano è quello dei guadagni facili. Infatti, gli operatori dei call center prospettano dei rendimenti del 120%. Alcuni se ne accorgono però venendo a capo della situazione, rendendosi conto che degli interessi così alti non può che proporli un ciarlatano. Spiega Rebecca Berto, consulente legale del Centro Europeo Consumatori Italia, ufficio di Bolzano, che però “I più titubanti vengono convinti dal ‘periodo di prova’, i sedicenti broker infatti consigliano di partire da un piccolo investimento da 200-300 euro”. Non a caso, quel piccolo gruzzoletto sembra fruttare immediatamente. Come? Attraverso un falso estratto conto consultabile sul sito della società. Il cliente avrà la falsa impressione di governare tutto quello che sta accadendo al suo investimento. Così, in questo modo, convinti di diventare ricchi, molti rilanciano fino a perdere cifre astronomiche, anche a 6 zeri.

Ma come facciamo a renderci conto se quel sito effettivamente ci sta truffando? La prima cosa è andare a controllare se quella società è autorizzata oppure no da Consob. Chi non è autorizzata, infatti, agisce fuori regola. A volte però questi siti possono ingannarvi, essendo che si appoggiano a provider extra-UE, la Consob non riesce ad ottenere l’oscuramento.

Così, Consob ha aperto sul suo sito ufficiale la sezione “Occhio alle truffe“, dove tutti gli utenti possono informarsi su cosa è il trading online e come evitare le truffe. L’informazione, in questo come in tanti altri casi, diventa un vero e proprio strumento di difesa. “Nel momento in cui la vittima si rivolge a noi o alla Magistratura, infatti, è troppo tardi. Perché né Consob né alcun tribunale riusciranno a fargli riavere la cifra persa”, precisano le Autorità.