Addio auto diesel: l'Europa sta per annunciare la rivoluzione

Il mercato delle automobili è continuamente in sviluppo, ma in questi ultimi anni è anche protagonista di numerosi scandali per diverse auto ritirate dal commercio. In particolare ad essere sulla bocca di tutti sono quattro famose case automobilistiche: Honda, Toyota, Ford e Renault.

Nell’anno 2019 ad essere al centro dell’attenzione è Renault insieme a Ford perché entrambe hanno dovuto ritirare dei veicoli dal commercio a causa di alcuni difetti di fabbrica legati al motore. I modelli ritirati sono i seguenti: Captur (Renault), Clio 4 (Renault), Kangoo II (Renault), Kadjar (Renault), Scenic III (Renault), Megane III (Renault), Grand Scenic III (Renault), Mondeo (Ford), S-Max (Ford) e Galaxy (Ford).

Auto ritirate dal mercato: ecco quali sono e per quale motivo

Dopo Renault e Ford protagoniste di questi scandali, nel 2020 è toccato anche a Honda e Toyota. Purtroppo per le due casa automobilistiche il motivo sono sempre alcuni difetti di fabbrica, ma in questo caso sono legati ad alcuni problemi con l’airbag.

Honda si è ritrovata in questa situazione perché ha rilevato delle problematiche piuttosto serie. Secondo quanto descritto, gli airbag sarebbero potuti scoppiare in qualsiasi momento mettendo a rischio non solo la vita del guidatore ma anche dei passeggeri nel veicolo. Proprio per questo motivo Honda ha dovuto ritirare questi modelli: Accord Immatricolate tra il ‘98 e il 2000, EV Plus Immatricolate tra il ‘97 e ‘98, Odyssey immatricolate tra il ‘98 e il 2001, Civic immatricolate tra il ‘96 e il 2000 e CR-V immatricolate tra il ‘97 e 2000.

Coinvolta nella stessa situazione è Toyota, costretta a ritirare i veicoli sempre per alcuni difetti di fabbrica legati all’attivazione dell’airbag. Anche in questo caso sarebbero potuti scoppiare in qualsiasi momento mettendo a rischio la vita del guidatore e dei passeggeri. I veicoli ritirati sono i seguenti: Matrix immatricolate tra 2011 e il 2013, Corolla immatricolate tra 2011 e il 2019 e Avalon immatricolate tra 2012 e il 2018.