WhatsApp ghostingRinunciare a WhatsApp non è qualcosa che i due miliardi di utenti mettono in conto. Si può vivere tranquillamente senza i social ma l’app di messaggistica sembra qualcosa di irrinunciabile. Uno dei fenomeni che sta attualmente terrorizzando tutti è il cosiddetto ghosting. Riguarda tutti gli utenti e non è qualcosa da prendere alla leggera. Ecco di cosa si tratta.

 

WhatsApp Ghosting: massimo rischio per gli utenti che usano l’app

Il termine è stato coniato con lo scopo di individuare la possibilità di essere incorsi nel blocco WhatsApp da parte di un nostro contatto. Si può trattare di un amico oppure di un parente ed in alcuni casi addirittura del partner. In parole povere questo contatto ci ha trasformati in un vero e proprio fantasma. Ma come capire se realmente ci si trova in questa condizione? In tal caso vi sono tre parametri da considerare per venire a capo della questione:

  • immagine del profilo scomparsa per la persona con cui chattiamo
  • stato online invisibile
  • messaggi in arrivo al server ma non al contatto (singola spunta grigia)

Questi possono essere alcuni segnali che svelano il fattore inibitorio al nostro account WhatsApp da parte di uno o più utenti. Ma non sono inconfutabili, nel senso che l’utente ha magari abbandonato l’applicazione divenendo esso stesso il contatto bloccato. In questo modo il riferimento al profilo non è più presente e non è possibile inoltrare un messaggio o qualsiasi altro contenuto.

Oltre questo c’è da considerare il fattore privacy che limita la condizione di visibilità dello Stato Online. Tale frangente presuppone la mancata visibilità dell’ultimo accesso in qualsiasi condizione. Ma c’è un modo per scoprire se un contatto ci ha bloccato. Come? Semplice, basta chiedere ad un amico in comune. Se questo vede la foto del profilo e può interagire con il contatto allora vuol dire che siamo stati bloccati.