TIM: finalmente la compagnia dice stop ai servizi a pagamento

La compagnia telefonica TIM ha finalmente dichiarato guerra ai Servizi VAS (servizi a pagamento) assieme all’AGCOM. In che modo? Queste hanno deciso di introdurre, entro novembre, un blocco di default per la fornitura di servizi VAS da parte di provider terzi sulle nuove SIM. Le uniche esonerate saranno quelle riguardanti i servizi bancari, quelli per il mobile ticketing, per il trasporto pubblico, per i trasporti e per il voting. Pertanto colui che avrà intenzione di conservare i servizi, dovrà richiedere espressamente la rimozione della protezione in questione.

 

Tim: il motivo della disattivazione dei servizi VAS

L’altro obbiettivo di TIM è quello di inserire un meccanismo OTP (one time password) di attivazione dei servizi VAS erogati da provider terzi. Rispetto al precedente sistema del “doppio click”, il cliente TIM per attivare un VAS dovrà effettuare un totale di 17 digitazioni, suddivise in cinque momenti:
  • Digitazione del proprio numero di telefono (10 digitazioni)
  • Conferma del flusso di acquisto cliccando sul tasto “continua” (1 digitazione)
  • Ricezione di un SMS (OTP) da parte di TIM con un codice numerico univoco
  • Inserimento nella landing page internalizzata del codice ricevuto (5 digitazioni)
  • Selezione del pulsante “conferma” sulla landing page (1 digitazione)

Va spiegato che AGCOM ha scelto di inserire tali provvedimenti in quanto agli operatori (inclusa TIM) era stata contestata la “violazione dell’art. 1, comma 3-quater, del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni in legge 2 aprile 2007, n. 40, per non aver adottato, con la dovuta tempestività ed esaustività, misure idonee a prevenire l’attivazione dei servizi premium in assenza del previo consenso degli utenti e a impedirne l’addebito anche in casi di chiara incompatibilità del servizio con l’espressione del consenso”.