Uno degli strumenti con cui la legge si avvale per la lotta all’evasione fiscale è l’accertamento induttivo. Il suddetto è uno strumento attraverso cui l’Agenzia delle Entrate determina il reddito d’impresa, senza tener conto di quanto risulta dal bilancio o dalle scritture contabili, ma fondando le proprie ragioni su “presunzioni super semplici” o presunzioni semplicissime.

Attraverso l’accertamento induttivo l’Agenzia delle Entrate può quantificare un reddito superiore a quello dichiarato eventualmente. Ad esempio, basandosi sul sostenimento di determinate spese, come quelle che riguardano beni e servizi “di pregio”, i quali lasciano presumere una capacità reddituale maggiorata.

Ma la domanda è: l’accertamento induttivo può fondarsi su elementi rinvenuti attraverso l’analisi di un PC utilizzato da un lavoratore subordinato dell’azienda? Detto in parole povere, è legittimo l’accertamento fiscale sul PC del dipendente? La Cassazione sembra aver dato una risposta esauriente a riguardo con un’ordinanza, nella quale la Corte Suprema mette in evidenza la differenza tra le presunzioni semplici e super semplici. Andiamo a vedere tutto nel dettaglio.

Accertamento fiscale: che cosa sono le presunzioni?

La prova per presunzioni è uno strumento che permette di arrivare alla conoscenza di un fatto, non da poter dimostrare direttamente, tramite un procedimento logico. Queste possono essere legali e semplici. Parliamo di legali è la legge a trarre da un fatto noto le conclusioni per risalire ad un fatto ignoto. Parliamo dei semplici quando è il giudice a trarre le conclusioni per risalire da un fatto noto a un fatto ignoto.

Le presunzioni legali possono a loro volta suddividersi in due categorie:

  • le presunzioni assolute, che non ammettono prova contraria;
  • le presunzioni relative, che ammettono prova contraria.

Le presunzioni semplici si basano su elementi gravi, precisi e concordanti. In materia di accertamento fiscale, i fatti devono essere provati in giudizio. L’amministrazione finanziaria deve dimostrare gravita, precisione e concordanza degli elementi che ha a disposizione.

In alcuni casi, però, sono ammesse delle presunzioni che non hanno questi tre requisiti, e sono dette super semplici. Sono elementi utilizzabili nell’accertamento induttivo extra contabile, detto anche accertamento d’ufficio.

Accertamento induttivo: come funziona?

L’accertamento induttivo è un tipo di accertamento fiscale, alternativo all’accertamento analitico, in quanto consente la determinazione del reddito del contribuente prescindendo dalle scritture contabili. Ad esempio, in casi di mancata tenuta delle contabilità o nelle ipotesi in cui questa è inattendibile.

Andandolo a vedere da vicino, l’accertamento induttivo c’è quando è sicura almeno una di queste condizioni:

  • omessa presentazione della dichiarazione;
  • mancata indicazione del reddito d’impresa in dichiarazione;
  • rilevazione, mediante verbale d’ispezione, di:
    • omessa tenuta della contabilità;
    • sottrazione all’ispezione di una o più scritture contabili;
    • indisponibilità di scritture contabili per forza maggiore;
    • generale inattendibilità della contabilità;
  • inottemperanza del contribuente agli inviti disposti dagli uffici;
  • irregolarità dichiarative relative agli Isa, indici sintetici di affidabilità.

In questi casi specifici, il reddito e le operazioni imponibili del contribuente possono essere determinati dagli uffici finanziari in via induttiva. Inoltre, l’amministrazione finanziaria, nell’accertamento induttivo, può servirsi delle presunzioni semplicissime.

Accertamento induttivo sul PC del dipendente

Fin dove possiamo arrivare con le presunzioni semplici? Si può fare un accertamento su dati rinvenuti nel PC di un dipendente? Secondo quanto detto dalla Cassazione, l’accertamento induttivo può basarsi su dati extracontabili quando la contabilità aziendale è inattendibile.

Il metodo induttivo di accertamento deve essere infatti utilizzato quando le omissioni o le false e inesatte indicazioni sono tali da far essere inattendibili gli altri dati contabili, anche se sembrano regolari. Conseguenzialmente, l’amministrazione finanziaria può prescindere in tutto o in parte dalle risultanze del bilancio e delle scritture contabili esistenti. Può dunque determinare l’imponibile anche in base a elementi che sono puramente indiziari, che non sono gravi, precisi e concordanti.

Quindi, l’accertamento basato su indizi, come dati rinvenuti sul PC di un dipendente, può essere tranquillamente fatto.