truffe onlineSiamo nel 2020 che vede una netta presa di posizione del comparto tecnologico in più settori. Cambia l’informatica, cambia l’automazione, cambiano le auto e tantissimi altri segmenti. Ma non cambiano le truffe che usano sempre i medesimi sistemi di aggressione. Sono conosciuti eppure molte persone continuano a cadere nel tranello causa minacce anche fin troppo poco velate che spingono alla caduta nella rete di un phishing insidioso.

Gli utenti correlati ai famosi circuiti bancari Unicredit, Sanpaolo, BNL ed altre banche sono costantemente bersaglio di hacker il cui scopo è quello di ottenere una rendita a tempo indeterminato sulla base di un dubbio insinuato al cliente. Bisogna fare attenzione alle email fraudolente ed a tutti i pericoli segnalati dall’autorità di Polizia Postale che nei mesi ha registrato un crescendo di attacchi a sorpresa. Ecco come si presentano e come evitarli.

 

Polizia Postale avverte: attenti al phishing, le truffe azzerano i tuoi soldi in banca

Il pharming si configura come il punto di arrivo per il disastro finanziario e tutta una serie di importanti disagi derivanti dalle truffe via email. Lo stesso traguardo si raggiunge anche mezzo SMS ed ultimamente anche con il parallelo fenomeno del vishing. In ogni caso bisogna aprire bene gli occhi e rispettare quelli che sono i consigli delle autorità, primo fra tutti quello di segnalare l’accaduto prima di prendere qualsiasi decisione.

Il primo punto di contatto è il messaggio pericoloso che suona come un vero e proprio pretesto al click sul link in allegato che rimanda al sito. Sembra appartenere alla banca. Ci si convince dopo aver letto di potenziali accessi indesiderati, cambi di dati o speciali promozioni. Ed è sempre una truffa. NON si deve mai cliccare il link e compilare il questionario che richiede le info personali (compreso numero di telefono che potrà essere clonato).

In taluni casi, ove rientrano anche gli episodi per clienti PostePay, bisogna:

  • esaminare il contenuto del messaggio ed eventuali link in allegato
  • chiedere informazioni al proprio istituto tramite il Call Center gratuito
  • avvertire la autorità aprendo un form apposito di segnalazione
  • inserire il contatto nella Lista Nera
  • eliminare perentoriamente la comunicazione in entrata
  • ripulire il dispositivo con un apposito software antivirus