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Sembra quasi paradossale, ma alcuni sviluppatori statunitensi hanno da poco cercato aiuto nell’Unione Europea. L’aiuto che stanno cercando riguarda l’App Store. Il problema è come Apple stia gestendo tale servizio di proprietà. Secondo Blix, una società di sviluppo americana, il colosso di Cupertino starebbe facendo concorrenza sleale all’interno dello store virtuale.

L’aiuto è stato richiesto al commissario antitrust dell’UE nella speranza che venga aperta un’indagine. L’accusa è che Apple stia favorendo le applicazioni di proprietà andando ad affossare volontariamente quelle che svolgono lo stesso lavoro, ma che sono prodotti da sviluppatori terzi; l’accusa nello specifico riguarda Apple Pay, ma ci sarebbero altri esempi.

La stessa Blix avrebbe provato precedentemente a passare tramite alcuni tribunali negli Stati Uniti lo scorso dicembre. La società sostiene di avere prove di questo comportamento ovvero nella preferenza di alcune applicazioni a discapito di altre. In questo caso invece si parla di Apple Mail e di come vengano represse tutte le alternative a esso.

 

Apple e la supremazia all’interno dell’App Store

Parte della lettera scritta dal fondatore di Blix e spedita al commissario dell’UE: “È chiaro per noi che Apple non sta giocando correttamente. Scrivendo questa lettera, stiamo cercando di dissipare un malinteso perpetrato da Apple. L’App Store non è una parità di condizioni; gli sviluppatori non sono trattati allo stesso modo quando competono con le app di Apple. La nostra esperienza lo conferma. Nascondono l’ambizione di Apple di controllare completamente questo mercato essenziale e questo canale di distribuzione al fine di mantenere il predominio delle sue app a svantaggio dei suoi concorrenti.”