Maya ed Ezechiele: le profezie non vanno prese sotto gamba

Se ci voltiamo verso il passato, possiamo renderci conto delle mille vicissitudini drammatiche che il 2020 ci ha “generosamente regalato”. È vero che l’anno bisesto è un anno funesto, in questo caso però nemmeno profezie come quella Maya ed Ezechiele possono fronteggiare una tale catastrofe. Nonostante i precedenti avvertimenti di questi ultimi, nessuno avrebbe immaginato un periodo così difficile. Tra terremoti, incendi in Australia e non solo, crollo di ponti, vespe killer in arrivo, zanzare infette provenienti dal Nilo, per finire con l’indimenticabile pandemia da Coronavirus, il 2020 passerà di certo alla storia.

 

Maya ed Ezechiele: le profezie ci suggerivano l’imminente fine del mondo?

Quest’anno sembra proprio si sia accanito contro il genere umano. E se volgessimo lo sguardo nel futuro? Troveremo anni migliori o andremo incontro alla fine del mondo? Diversi seguaci del culto islamico credono che la tecnologia ed il progresso siano la chiave d’accesso per la Fine del Mondo: robot ed umanoidi potrebbero prendere definitivamente il sopravvento sull’essere umano (un po’ come nel film Terminator). Sono soltanto delle considerazioni ma non possiamo escluderne la possibilità.

Stando a quanto visto nel passato fortunatamente il calendario Maya si era sbagliato. La popolazione aveva presagito il tramonto dei tempi lo scorso 21 dicembre 2012, eppure siamo ancora tutti qui, anche se con problemi causati dal Covid-19. Non vogliamo entrare nel misticismo, ma se quello del 2012 fosse stato un “avvertimento” per l’inizio della fine del mondo?

La questione si fa più concreta se si pensa invece alla profezia di Ezechiele. Secondo il l libro della Genesi, la fine del mondo sarebbe giunta nel momento in cui saremmo riusciti a trovare pesci vivi nel Mar Morto (lago con percentuale di salinità superiore al 37%). E così è stato. Seppur l’episodio si sia davvero manifestato, il mondo è ancora in piedi.