raiIl canone Rai rappresenta sicuramente una delle tasse più odiate dai consumatori italiani, non tanto per il denaro effettivamente richiesto, quanto per la natura della stessa. A conti fatti è un’imposta di possesso di una apparecchiatura televisiva, richiesta dallo Stato per finanziare la televisione pubblica.

Tutti i possessori di un televisore la devono versare, ha un costo fisso di circa 100 euro annui, e viene addebitata in automatico nelle bollette dell’energia elettrica. Questa imposizione è diventata legge per contrastare i furbetti, ovvero coloro che evadevano il canone Rai, evitando di pagare il bollettino che giungeva presso le abitazioni verso il mese di Gennaio.

All’inizio dell’articolo abbiamo sostenuto che tutti la devono pagare, è un’affermazione che in parte non è vera, poiché una porzione di consumatori ha la facoltà di richiederne l’esenzione. Al netto dei diplomatici e dei militari, o di coloro che dichiarano di non possedere un apparecchio, gli unici restanti sono gli over 75.

 

Canone Rai: i limiti per l’esenzione

Gli utenti che hanno compiuto il settantacinquesimo anno di età hanno pieno diritto a richiedere l’esenzione dal pagamento del canone Rai, a patto che rispettino determinati prerequisiti. Il più importante riguarda il reddito famigliare, la legge prevede che non superi gli 8000 euro annui, inteso come reddito composto dall’utente stesso e dall’eventuale coniuge (la somma non deve superare 8000 euro). Allo stesso modo, è importante che nello stesso stato di famiglia non risulti in essere un altro componente che produce reddito (un figlio o un convivente), ad esclusione di badanti o collaboratori di casa.

Se rispettate tutte le condizioni, basterà scaricare il modulo per la richiesta di esenzione dal sito dell’Agenzia delle Entrate, e presentarla allo sportello. Ricordiamo che non dà diritto ad un rimborso delle tasse già versate nel corso dello stesso anno.