Tesla

Secondo un recente report dell’FBI, un ragazzo russo di 27 anni recentemente è stato arrestato per aver offerto Bitcoin per installare un malware al’interno dell’impianto Gigafactory di Tesla. Quest’ultima è stata costruita nel 2014 al fine di costruire componenti importanti per le vetture Tesla. Quali sono questi componenti? Ovviamente le batterie agli ioni di litio, in questo modo l’azienda non si preoccupa di far affidamento su una produzione esterna e mantenere quella interna nel Nevada.

Questa vicenda sembra essere incominciata precisamente nel mese di luglio, quando il giovane criminale si è messo in contatto con WhatsApp con un lavoratore interno alla struttura al fine di avere un incontro diretto. A questo incontro si sono poi aggiunti altri dipendenti del Gigafactory.

Tesla: l’obbiettivo era quello di mandare l’azienda fuori controllo

Agli inizi di agosto è avvenuto l’incontro ufficiale, dove si è discusso circa la possibile installazione di un malware sia nella struttura interna e sia nella automobili. Tutto ciò tramite un attacco DDoS al fine di rubare tutti i dati presenti nella struttura e nei software sensibili. Il piano prevedeva inoltre anche un premio d 1 milione di dollari in Bitcoin, che sarebbe stati consegnati in anticipo.

Tuttavia, il criminale si è fidato troppo dei dipendenti del Gigafactory di Tesla, i quali hanno avvertito successivamente l’FBI di questi incontri dopo che il ragazzo aveva anche pagato parte della ricompensa, ben 11mila dollari. L’arresto successivamente è giunto, circa il 22 agosto scorso.

L’attacco sarebbe stato davvero importante e avrebbe messo fuori uso sia la struttura che le vetture, anche perché ci sarebbe stata la consegna di dati realmente importanti. Il malware avrebbe costretto i proprietari delle automobili a non poter usare al pieno delle potenzialità le loro autovetture elettriche. Fortunatamente per l’azienda, tutto ciò non è accaduto.