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Questo 2020 si è aperto vedendo come protagonista il 5G e il dibattito aperto attorno ad esso, la nuova rete di quinta generazione, nonostante abbia stupito con le sue incredibili prestazioni, ha anche acceso i fuochi della discordia, spaccando letteralmente in due la community, tra coloro che ovviamente e giustamente credono nel progresso e nella sicurezza della nuova rete e coloro che invece temono che le alte frequenze adoperate nella rete possano creare problemi alla salute.

Tutto ciò, oltre che appunto nutrire un accesa diatriba legata al 5G, ha anche acceso numerose ansie di alcuni utenti legate interamente all’uso di radiazioni elettromagnetiche negli smartphone, da quelle adoperate per la connessione WiFi a quelle impiegate per le classiche connessioni bluetooth.

Radiazioni nocive o paure infondate ?

Innanzitutto partiamo col dire che tutte e 3 le tecnologie basano il loro funzionamento sull’uso di onde elettromagnetiche e non di onde ionizzanti, con quest’ultime decisamente molto più energetiche delle prime e quindi in grado di cambiare la natura stessa degli atomi strappando loro un elettrone.

In particolare abbiamo che il 5G funziona su reti ad alte frequenze, ovvero 700Mhz, 3600Mhz e 26Ghz, di cui la prima delle tre che verrà ceduta dalle trasmittenti digitale terrestre quando avverrà lo switch verso il DVBT2.

Il WiFi invece, presente sostanzialmente in tutti i salotti del mondo, lavora attualmente alle frequenze stabilite di 2,4Ghz e 5Ghz ma, con la prossima evoluzione in arrivo nel mercato, offrirà anche le bande a 1 e 7Ghz.

Per quanto riguarda il bluetooth invece, esso lavora nella banda dei 2,45Ghz e per ridurre le interferenze il protocollo divide la banda in 79 canali e provvede a commutare tra i vari canali 1 600 volte al secondo.

Attualmente non esistono studi scientifici che attestano una possibile correlazione tra questa tipologia di onde elettromagnetiche e problemi di salute, quindi nonostante non sia ovviamente consigliabile stare attaccati con il telefono all’orecchio per intere giornate, non ci sono comunque dimostrazioni scientifiche di un’eventuale pericolosità.

Diffidate da tutte le altre fake news che attestano ad esempio la pericolosità del 5G, dal momento che la stessa frequenza ora ci investe ugualmente nell’uso per il digitale terrestre e tutt’ora non ha provocato problemi di salute a nessuno.