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Signal, l’app che nacque nel 2013, si basa sul protocollo Open Whisper System (come Whatsapp). Inizialmente questa si sarebbe dovuta unire alla famosa app di messaggistica dal logo verde ma nel 2017 Brian Acton uscì da Whatsapp e nel 2018, grazie ai 50.000.000 di dollari di fondi per le no-profit, entrò in Signal dove partecipò allo sviluppo di una comunicazione sicura.

Il nome completo è Signal Private Messenger ed è dotata della crittografia end-to-end per proteggere i messaggi, che siano dei testi, delle foto, file audio e ovviamente le conversazioni. Inoltre è l’unica che utilizza insieme il protocollo Extended Triple Diffi-Hellman (X3DH), l’algoritmo Double Ratchet, le pre-chiavi e Curve25519, AES-256 e HMAC-SHA256 allo stesso momento.

SIGNAL: perché l’app è migliore delle altre applicazioni di messaggistica

Moxie Marlinspike e Brian Acton, il fondatore ed il supporter della società, dichiararono al suo fiorire: “Molto prima che sapessimo che si sarebbe chiamato Signal, sapevamo cosa volevamo che fosse. Invece di confrontarci con il resto della crittografia mondiale, volevamo vedere se potevamo sviluppare una crittografia che funzionasse per il resto del mondo. All’epoca, il consenso del settore era in gran parte basato sul fatto che la crittografia sarebbe rimasta inutilizzabile, ma abbiamo iniziato Signal con l’idea che la comunicazione privata potesse essere semplice“.

Ma quali sono le differenze tra le due applicazioni?

Signal ha come punto a sfavore la perdita impercettibile di segnale telefonico in assenza di wi-fi.

Whatsapp invece:

  • Non è open source
  • Conserva i messaggi
  • Conserva i metadati
  • Non rende note le analisi indipendenti del software