Snap, proprietaria del social network SnapChat, ha avviato un’indagine interna sulle accuse di razzismo e sessismo che mettono in dubbio l’etica dell’app.

Secondo fonti anonime che hanno parlato con Business Insider, lo studio legale Williams Kastner ha contattato lo staff attuale e quello precedente in seguito ad un rapporto di Mashable in cui gli ex dipendenti hanno raccontato in particolare svariate storie a sfondo razzista. “È stata una costante battaglia per discutere sostanzialmente sulle loro opinioni da bianchi, dichiara un ex dipendente. “A volte abbiamo pensato che fosse il nostro lavoro lottare e altri giorni era troppo estenuante”.

Storicamente le persone di colore sono stereotipate come più violente e aggressive, questo ha avuto ripercussioni non solo sulle interazioni tra alcuni membri dello staff ma anche sul modo in cui aveva luogo una discussione. Una partita che sembrava sempre persa in partenza.

Un membro dello staff, mentre Snapchat stava creando contenuti per la settimana della moda di New York nel 2017, ha affermato che “c’erano troppi neri“. E che il pubblico di Snapchat si sarebbe sentito non rappresentato. Anche l’ex dipendente Diana Baik ha pubblicato su Twitter le sue esperienze con Snap. Baik ha detto che un manager le ha chiesto di sostituire gli scatti di neri con persone bianche.

Snapchat accusata di razzismo: continuano le indagini interne, ex dipendenti accusano la società

“Apprezziamo davvero che Diana abbia parlato della sua esperienza”, ha dichiarato la società all’epoca. “Ciò che Diana descrive non riflette i nostri valori o aspirazioni come team per fornire contenuti che riflettano la diversità della comunità di Snapchat. Stiamo indagando su queste accuse e prenderemo le misure necessarie per sistemare le cose.”

In una dichiarazione, Snap ha affermato che farà il possibile affinché si verifichi un cambiamento significativo. Snapchat ha avuto diversi problemi con il razzismo nel corso degli anni. Ciò include un filtro con “faccia gialla” che distorce i lineamenti del viso delle persone in modo che le loro ciglia siano più larghe e i loro denti più grandi – uno stereotipo delle persone dell’Asia orientale.

Di recente, la società ha anche dovuto scusarsi per un filtro Juneteenth che ha incoraggiato gli utenti a sorridere per rompere le catene contro una bandiera panafricana. Snapchat ha dichiarato che il filtro non è stato sottoposto al processo di revisione della società, per motivi che rimangono poco chiari. “Stiamo cercando di capire perché questo errore si è verificato in modo da poterlo evitare in futuro”.