scandalo spesa onlineSi è urlato alla scandalo durante un periodo di lockdown che ci ha obbligati ad una tacita accettazione delle malefatte compiute da alcuni negozi in relazione alla spesa online. Per certi versi non possiamo dare colpa ad Amazon, Carrefour ed Esselunga che di certo non potevano aspettarsi un così caotico click-day per gli ordini di prima necessità. In alcuni altri frangenti si è però parlato anche di truffa visto che inspiegabilmente il costo di dispositivi di protezione individuali e di presidi igienici e sanitari è salito alle stelle. Ecco che cosa è successo.

 

Scandalo online: cattiva gestione della spesa, una lezione da imparare

Nessuno poteva essere pronto ad una simile incombenza. Tutto chiuso. In tale condizione ci è stata forzata la mano per una folle corsa agli acquisti online. Non è un caso che nel trimestre Marzo – Maggio il numero di ordini fatti in rete sia cresciuto a favore di realtà come Amazon; Carrefour ed Esselunga. Ma non tutto è andato per il meglio.

Per il colosso americano di Jeff Bezos si sono registrati aspri commenti con prezzi gonfiati e merce sparita dal carrello al momento del check-out. Il tutto senza contare i pesanti ritardi di consegna nonostante il prodigioso impegno dei corrieri e delle società di spedizione facenti capo al negozio.

Nel segmento della GDO (Grande Distribuzione Organizzata) apprezzato è stato l’impegno profuso a favore dell’iniziativa “spesa a casa” che ha garantito la consegna dei beni porta a porta nel rispetto dei criteri di distanziamento sociale. Ma nonostante questo i problemi non sono mancati dopo settimane di ritardo per i clienti over 65.

In definitiva una vera e propria catastrofe che lascia un importante insegnamento per il futuro. Uno scandalo da evitare dopo una lezione di vita che resterà impressa nella nostra mente per molto tempo. Voi avete incontrato difficoltà? Lasciateci pure un vostro commento al riguardo.