chernobyl

Le bugie, si sa, comportano sempre un prezzo da pagare. Senza ombra di dubbio è stato questo il caso della tragedia avvenuta a Chernobyl, nel disastro del 1986. Talmente fitta è stata la coltre di bugie e torbidume che ha girato intorno a questa faccenda sin dall’inizio, che tutt’oggi molte cose non rimangono affatto chiare. Per questo è bene ricordare certe dinamiche e non smettere mai di porsi domande.

Disastro di Chernobyl, tante cose accadute, troppo poche le verità

Tanto per cominciare, in quell’epoca in cui il regime sovietico era al suo apice, le informazioni circa i difetti del reattore, sono state tenute nascoste senza scrupolo. Esistevano infatti dei giochi di potere tali per cui i tecnici all’interno della centrale potevano permettersi fare carriera, insabbiando le informazioni importanti e mettendo a rischio delle vite. E tutto questo è andato avanti persino dopo l’esplosione.

Ed è qui che, invece, subentrano le persone che possiamo considerare eroi, coloro che il più possibile hanno arginato i danni, pagando lo scotto anche con la vita. Legasov ad esempio, è uno degli scienziati precipitatosi a Chernobyl per poter gestire meglio l’emergenza. Vanno inoltre ricordati i tre tecnici che si trovavano nei sotterranei dell’impianto e che bloccando le pompe dell’acqua, evitarono una seconda esplosione. Ma non solo, ben 400 minatori scavarono il tunnel sotto al reattore esploso per installare lo scambiatore di calore che abbasso la temperatura del nocciolo. In tutto questo, vanno ricordati anche i vigili che diedero la vita per spegnere l’incendio senza avere la minima idea della pericolosità di ciò che stavano facendo.

Ricordare queste cose aiuta a non dimenticare quante bugie vengono dette quando persone potenti, esaltano i pregi di questa tecnologia. Tralasciando totalmente tutti i pericoli, che non sono per niente pochi. Non esiste un piano vero e proprio di gestione delle scorie né in Italia, né in altri paesi. Senza poi contare che il nocciolo di Chernobyl sta ancora bruciando, dopo tanti anni.

Non c’è più tempo per dimenticare, il momento di agire è adesso, poiché purtroppo non saremo noi a pagare lo scotto di questa coltre di bugie, ma le generazioni che verranno. Ed è dei nostri figli che si parla, non di sconosciuti.