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Il piano per la banda ultralarga sembra continui a ritardare e nel frattempo TIM e Open Fiber hanno intenzione di sfidarsi in tribunale. Open Fiber lo scorso marzo avrebbe chiesto 1,5 miliardi di euro a TIM per risarcimento danni. I danni sarebbero un presunto abuso di posizione dominante dell’azienda. Fonti che si trovano vicino alla prima azienda citata, trovano le argomentazioni fatte al tribunale di Milano motivo di derisione e ci tengono a far sapere inoltre che anche loro procederanno legalmente verso Open Fiber.

Le pratiche anticoncorrenziali che cita Open Fiber invece riguardano gli investimenti pre-emptive in reti in fibra ottica Fttc nelle “aree bianche”. Inoltre le azioni legali sono state avviate anche per l’accusa di TIM di ostacolare Infratel, società che vuole la copertura in tutte le aree sul territorio nazionale.

 

TIM: le accuse di Open Fiber sembrano non finire qui

Continuando con le accuse di Open Fiber, l’azienda di Luigi Giubitosi avrebbe effettuato il repricing strumentale di alcuni servizi all’ingrosso, lanciato offerte commerciali di lock-in sul mercato retail e comunicato informazioni false all’Agcom in sede di approvazione di una offerta wholesale. TIM inoltre avrebbe fatto circolare alcune voci secondo le quali ci sarebbe stato un interesse ad acquistare proprio Open Fiber e messo in essere una politica discriminatoria per quanto concerne le condizioni di accesso alle infrastrutture passive di TIM.

Oper Fiber fa appello al provvedimento A514 dell’Antitrust, il quale aveva sanzionato l’azienda di Giubitosi di 116 milioni di euro per “strategia anticoncorrenziale”. Telecom ha intenzione di contestare la decisione al Tar. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni, si dice che TIM abbia fatto “abuso” delle aree bianche ben prima ad agosto del 2018, quindi prima che Oper Fiber realizzasse qualche infrastruttura da poter offrire al mercato.