blankMicrosoft ha sospeso le sue campagne pubblicitarie sia su Facebook che sulla sua affiliata Instagram a maggio, inizialmente solo negli Stati Uniti. Di recente ha deciso di sospendere i suoi annunci sulle due piattaforme a livello globale.

“Non ci saranno più annunci su Facebook/Instagram negli Stati Uniti e in tutto il mondo”, dichiara Chris Capossela, CMO di Microsoft, tramite un post interno su Yammer. Trattasi di un social network aziendale di Microsoft. Non si sa a quali contenuti Microsoft si sia opposto, ma ha citato esempi di “discorsi di odio, pornografia, contenuti violenti, ecc.”

“La nostra esperienza ci insegna che il mezzo più efficace per mettere in atto un vero cambiamento a lungo termine è attraverso il dialogo diretto con i nostri partner, inclusa la sospensione di vere e proprie fonti di guadagno”, ha scritto Capossela. “Abbiamo imparato dall’esperienza che non aiuta i nostri clienti, i nostri partner o Microsoft la pubblicizzazione di prodotti sui media, è invece utile lavorare direttamente con i partner per un cambiamento positivo”.

Microsoft non vuole che il suo marchio sia accostato a messaggi sbagliati, rimossi gli annunci su Facebook e Instagram

Molti inserzionisti stanno boicottando Facebook e Instagram per non aver impedito contenuti che incitano ad “odio, fanatismo, razzismo, antisemitismo e violenza”. Tuttavia, sembra che Microsoft non stia prendendo posizione contro i contenuti dannosi sulla piattaforma di Facebook. Piuttosto, l’azienda non vuole accostare il suo marchio accanto a tali contenuti, afferma Axios.

La società di software, come molte altre, è stata chiamata dai suoi dipendenti a fare una dichiarazione sul movimento Black Lives Matter. Circa 250 dipendenti Microsoft hanno firmato una lettera indirizzata ai dirigenti dell’azienda, il CEO Satya Nadella e il vice presidente esecutivo Kurt DelBene. Nella lettera si chiede di annullare i contratti Microsoft con il Dipartimento di Polizia di Seattle e altre organizzazioni di polizia. Inoltre, di condannare l’uso di gas lacrimogeni, proiettili di gomma e flashbang su manifestanti pacifici.