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In Italia, ormai, i cittadini sono tenuti a versare ogni anno delle tasse fisse, tra cui anche l’imposta di bollo, ovvero la tassa sul proprio conto corrente. Il contributo, per certi versi, assomiglia ad una vera e propria Patrimoniale che, di fatto, garantisce alle casse dello Stato Italiano degli introiti fissi. L’intera somma, quindi, non è poi cosi irrilevante: per le persone fisiche, infatti, l’imposta ammonta a 34,20 euro mentre per i soggetti giuridici quest’ultima aumenta a ben 100 euro. A differenza di altri adempimenti fiscali, però, questa tassa viene prelevata in maniera diretta dal conto corrente, dai libretti di risparmio e da quelli postali, senza la minima autorizzazione da parte del cittadino. Scopriamo quindi di seguito maggiori dettagli a riguardo.

Tassa sui conti correnti: ecco come funziona

In seguito al rinvio di tutte le scadenze a causa dell’emergenza Covid-19, sono stati molteplici gli Italiani che hanno sperato fino all’ultimo istante che questa tassa venisse rimossa definitivamente. Purtroppo, però, cosi non è stato. Lo scorso 30 giugno, infatti, milioni di Italiani sono stati costretti a pagare una delle imposte più odiate di sempre.

Dopo aver regolarizzato il pagamento dell’IMU e del bollo Auto, quindi, milioni di consumatori Italiani sono stati ulteriormente costretti a pagare per intero l’imposta di bollo.

Fortunatamente, però, alcuni Italiani possono evitare questa tassa. Coloro che hanno un limite di giacenza media inferiore a 5000 euro, infatti, non sono tenuti a pagare l’imposta. Stessa procedura anche per i possessori di carte prepagate, di un conto bancario PayPal e per i proprietari di un conto corrente postale che, di fatto, presentano un ISEE inferiore a 7500 euro.