truffa Ping CallNegli ultimi mesi le truffe informatiche hanno preso il sopravvento. I cyber-criminali hanno dato sfogo alla loro creatività utilizzando tutte le tecniche a disposizione per mettere in atto dei tentativi di frode online creati per ottenere dati sensibili e denaro delle vittime prese di mira. Inizialmente abbiamo assistito all’aumento delle email phishing e degli SMS smishing in circolazione, rivolti a titolari di carte di credito e conti correnti; per poi passare ai siti clone che propongono articoli scontati nascondendosi dietro il nome di società molto conosciute; e, infine, all’aumento delle truffe telefoniche, soprattutto tramite attacchi vishing e attraverso la tecnica del Ping call.

Ping Call e truffa Wangiri: basta uno squillo per perdere il proprio denaro!

 

Ping Call è la tecnica impiegata dai malfattori per compiere delle truffe telefoniche che in pochi istanti riescono a prosciugare il credito telefonico di tantissimi utenti. La frode avviene attraverso uno squillo effettuato da un recapito sconosciuto con prefisso estero, solitamente proveniente dalla Gran Bretagna e dalla Tunisia.

Lo scopo dei malfattori è quello di coinvolgere emotivamente la vittima incuriosendola e, dunque, fare in modo che ricontatti il recapito telefonico da cui ha ricevuto lo squillo. Come segnalato dalla Polizia Postale, però, la chiamata non avrà alcuna risposta e il suo costo oscillerà tra i 5 e i 30 euro, che verranno prelevati in pochi istanti. La tecnica Ping Call qui esposta è solitamente impiegata dai cyber-criminali per attuare la meno nota truffa Wangiri, la quale può addirittura causare la perdita di 1,50 euro al secondo.

Appare fondamentale ricordare quali consigli seguire per evitare di andare incontro a un tale inganno. Quindi, seguendo le direttive esposte in seguito alla segnalazione sulla pagina Facebook “Commissariato di PS Online-Italia”, raccomandiamo di non inviare messaggi o ricontattare i numeri sconosciuti; e di bloccare l’eventuale recapito da cui si è ricevuta la chiamata. E’ opportuno, inoltre, non cliccare sui link o sui file allegati ricevuti via SMS, WhatsApp o email, soprattutto se di dubbia provenienza.