giornalismoIl mondo del giornalismo è sulle spine in attesa della nuova legge sul reato di diffamazione. Dopo che Corte Costituzionale si è espressa sollecitando di eliminare il carcere per i giornalisti accusati di diffamazione e ammonendo il senato per la precedente proposta. Dal canto suo il senato ha elaborato un testo che si elimina la possibilità di reclusione ma di contro impone delle multe salatissime.

La proposto prevede infatti multe che variano da 5 mila a 10 mila euro un caso di diffamazione di lieve entità e fino a 50 mila se il fatto viene compiuto con la chiara intenzione di rovinare la reputazione del soggetto; il tutto a fronte di un corrispettivo di appena 2065 euro della legge precedente.

Giornalismo: la cancellazione del carcere non è sufficiente

 

Alla notizia della nuova proposta in tanti hanno fatto un balzo dalla sedia. Sono molti i giornalisti, gli avvocati e gli esperti di diritto, costituzionale e no, che hanno manifestato sia dissenso che preoccupazione; l’orientamento del governo sulla legge ha destato molti malumori in quanto la proposta di legge, se passasse, potrebbe finire per limitare ulteriormente la libertà di stampa.

La legge resta comunque sotto la lente di ingrandimento della Corte Costituzionale, pronta a rispedire al mittente anche questa proposta. Fortunatamente, non dovrebbe essere una corsa contro il tempo; l’organo preposto a stabilire la costituzionalità di una legge ha dato tempo al governo fino al 22 giugno 2021. Sta ora alla maggioranza proporre un testo valido sia contenutisticamente che formalmente; una legge che possa garantire la libertà di stampa come in un normale Stato di diritto.