blankGoogle è stato accusato di aver volutamente insabbiato alcune immagini di Winston Churchill. La compagnia ha smentito, ritenendo che la censura di tali immagini non ci sia mai stata.

In seguito alle proteste per l’omicidio di George Floyd e per il movimento BlackLivesMatter, alcune statue discutibili presenti in tutto il mondo, tra cui quella di Churchill a Londra, sono state messe in discussione. Trattasi di statue per lo più celebrative, un omaggio a personaggi del passato che hanno contribuito anche alla normalizzazione del razzismo radicato ancora oggi nella nostra società. Le polemiche per la decisione di proteggere la statua di Churchill a Londra sono in aumento di pari passo con le ricerche su Google a riguardo. Per questo motivo gli utenti hanno prontamente notato che cercando Churchill alcune foto nella sezione Google Immagini non sono più visibili.

Foto di Churchill censurate su Google Immagini, l’azienda smentisce le varie teorie

I pareri sono contrastanti quando si verificano episodi simili. Da una parte chi approva la neutralità delle aziende tech, dall’altra chi ritiene sia impensabile non schierarsi in qualche modo su questioni importanti. A prescindere da quanto sia o meno giusto censurare alcune immagini, Google ha smentito le teorie degli ultimi giorni. Stando alle dichiarazioni della compagnia, l’assenza di tali foto su Google Immagini è la conseguenza di un bug. Per motivi tecnici, l’immagine è scomparsa, anziché essere sostituita con la nuova immagine. L’azienda non voleva rimuovere l’immagine ma modificarla, anche su questo ci sono state polemiche.

La società ha dichiarato che l’aggiornamento al Knowledge Graph – i pannelli che compaiono nei risultati di ricerca – c’è stato qualche mese fa ed è la probabile causa di questo disguido. L’intento dell’azienda era aggiornare l’immagine di Churchill risalente ad un periodo di gloria con una più aggiornata. “L’immagine non è più rappresentativa. Abbiamo bloccato l’immagine per consentire ai sistemi di selezionarne automaticamente una diversa, secondo le nostre politiche“, ha affermato il colosso della tecnologia.