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Amazon si trova nuovamente sotto investigazione, questa volta però in California e Washington, due dei cinquanta stati degli USA. Il motivo dietro questa investigazione riguarda il trattamento dei rivenditori di terze parti. Più precisamente, una possibile concorrenza sleale quando si tratta di prodotti interni della compagnia rispetto alle varianti di altri rivenditori.

Nello specifico invece, lo stato di Washington sta studiando per capire se Amazon stessa sta rendendo più difficile la vendite quando è presente una concorrenza tra i suddetti prodotti, che la compagnia ci tiene a far sapere di essere solo l’1% delle vendite totali all’anno. Reuters non è riuscita a ottenere i commenti delle parti chiamati in causa.

 

Amazon e il problema dei rivenditori terzi

Non è la prima volta che Amazon e Jeff Bezos, il CEO e fondatore del colosso, vengo chiamati a rispondere a domandi inerenti il trattamento dei rivenditori di terzi e i dati da loro accumulati a seguito delle vendite.

Da un lato quest’ultimi hanno fatto la fortuna nel primo periodo di espansione della compagnia. La presenza di tanti rivenditori ha permesso alla compagnia di crescere sempre di più. Ora si trova un punto che Amazon è in grado di produrre una lunghissima serie di prodotti da sé tanto che il marchio Amazon Basic è sempre più presente.

Proprio in merito all’uso dei dati dei rivenditori terzi, anche in Unione Europea si era aperto un procedimento del genere. Nelle prossime settimane l’antitrust potrebbe multare il colosso per tale pratica considerata non corretta. Al tempo stesso, la Commissione europea sta investigando proprio sulla concorrenza interna.