pagamento in contantiSecondo un punto della legge finanziaria approvata lo scorso dicembre a partire dal primo di luglio il pagamento in contanti dovrebbe essere limitato a cifre al di sotto dei di 1’999 euro. La legge potrebbe essere però modificata in virtù di un emendamento presentato dalle deputate Mariastella Gelmini e Stefania Prestigiacomo, entrambe in quota Forza Italia.

Il motivo dell’emendamento, stando alle dichiarazioni delle promotrici, sarebbe quello di agevolare la ripresa dei consumi; a detta delle deputate infatti, questa legge rischierebbe di frenare considerevolmente l’acquisto di beni e servizi. Ecco il motivo della nuova proposta, presentata in seno alle discussioni sul Decreto Rilancio.

Pagamento in contanti: cosa prevede la legge

 

L’applicazione della norma, ideata per combattere l’evasione fiscale, potrebbe ora essere rinviata o addirittura abolita qualora passasse l’emendamento di Forza Italia; il progetto delle limitazioni sul contante è, de facto, partito già ad ottobre ma, per ovvi motivi, non tiene conto della crisi economica causata dalla pandemia. Stando a quanto si legge tra i paragrafi della legge finanziaria, approvata lo scorso dicembre, la serrata sui contanti verrebbe applicata in due fasi.

La prima, che prenderebbe il via a partire da 1° di luglio porterebbe ad un tetto massimo per i pagamenti in contanti di 1’999 euro, attualmente la soglia è fissata a 2’999 euro. Il limite dovrebbe subire poi un’ulteriore riduzione a partire dal 1° di gennaio dell’anno prossimo fissando la soglia a 999 euro. Pe i trasgressori sono previste multe salatissime; le sanzioni oscillano da un minimo di 3’000 euro fino ad un massimo di 50’000 euro, il tutto coinvolgendo entrambe le parti della transazione.