banche conto corrente chiuso

Alle banche è accordata la possibilità di chiudere autonomamente e senza preavviso il conto corrente degli utenti. A rivelarlo, un’interrogazione parlamentare prodotta alcuni mesi fa dal Senatore Armando Siri, il quale è intervenuto in quella sede per chiedere spiegazioni delle recenti chiusure dei conti da parte di Unicredit.

Negli ultimi mesi del 2019, infatti, non sono stati rari i casi di conti correnti chiusi improvvisamente e senza fornire largo anticipo di notifica ai clienti, ma solo a seguito di determinate circostanze gravi.

Chiusura dei conti, legittima se motivata da cause gravi

All’interrogazione in Aula ha risposto il Sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, Alessio Mattia Villarosa, il quale ha precisato che si tratta di una decisione del tutto legittima da parte dell’istituto bancario purché giustificata da documenti ufficiali.

Infatti, un’azione così coercitiva deve essere necessariamente prodotta a seguito di gravi irregolarità, come forti debiti – laddove l’istituto non ritenga possibile tornare in pari – così come anche da situazioni in cui l’intestatario del conto risulta essere perseguibile a norma di legge per varie tipologie di reato perlopiù afferenti al campo della finanza e dell’evasione fiscale.

Per questo motivo Unicredit, e qualsiasi gruppo bancario che voglia intraprendere un simile provvedimento nei confronti di qualche utente, risulta effettivamente legittimato dalla legge a fronte di valide motivazioni. D’altronde, l’apertura di un conto corrente corrisponde alla stipula di un contratto: laddove viene a mancare serietà e regolarità nel rispetto delle norme ad esso associate, contestualmente si può realizzare il suo scioglimento rendendo conto delle motivazioni che vi hanno condotto.