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Come ben sappiamo, a seguito del ban subito ad opera del presidente Americano Donald Trump, i telefoni targati Huawei non potranno più godere dei servizi Google, ritenuti da molti necessari per ritenere il dispositivo pienamente smart dal momento che offrono davvero un enorme numero di funzioni.

Ovviamente Huawei ha dovuto reagire e cominciare a sviluppare un proprio ecosistema, privo di servizi Google ma ugualmente funzionale ed efficace, ciò porta ovviamente ad una domanda, com’è possedere uno smartphone senza i tanto discussi servizi ? È davvero un deficit così importante ?

Smartphone senza servizi Google, ecco come ci si trova

Partiamo dall’inizio, il ban di Donald Trump ha vietato a Google di vendere le proprie licenze a Huawei, la quale quindi, può continuare a fruire del sistema operativo Android (in quanto open source) ma non dei servizi ad esso associato, i Google Mobile Services, ovvero GMaps, Gmail e il Play Store.

Ovviamente Huawei non è rimasta a guardare, ha così investito 3 miliardi di dollari nella creazione dei Huawei Mobile Services, i quali quindi pongono un interrogativo immediato, possono sostituire i servizi Google ? La risposta è si.

Possono sostituire i servizi offerti dall’azienda di Mountain View seppur con qualche rinuncia, la quale ovviamente andrà via via scemando con l’integrazione e l’espansione dei servizi Huawei.

A tutto ciò va aggiunto un dettaglio molto singolare, è pur vero che i telefoni di nuova generazione dell’azienda cinese escono di fabbrica senza i servizi di Google, ma installando le varie app, esse funzionano, Gmail funziona, Maps funziona, Waze funziona ecc.

Il funzionamento delle applicazioni targate Google non è precluso, anche perchè il sistema operativo è pur sempre made in Mountain View, soffre però di alcune limitazioni, come ad esempio l’impossibilità di registrare una cronologia di spostamenti su Maps o di usufruire della piattaforma ufficiale di Youtube presente sul Play Store.

Quindi a fronte di tutto ciò dove sta il deficit ? Il problema risiede nel voler trovare la voglia e l’impegno a migrare integralmente e completamente dal monopolio di Google al nuovo ecosistema di Huawei, il quale col tempo riuscirà sicuramente a offrire delle piattaforme soddisfacenti, bisognerà solo puntarci a pieno.