airbnb

Il settore più colpito dalla pandemia di Coronavirus è sicuramente il turismo. Le misure restrittive hanno rimasto questo tipo di attività a bocca asciutta, essendo che in questo momento muoversi sul territorio liberamente non è ancora del tutto possibile. All’inizio del mese di maggio, Airbnb ha licenziato una gran parte dei dipendenti per permettersi di rimanere in piedi nonostante la pandemia. Successivamente, l’approccio della piattaforma è iniziato ad essere più propositivo nei confronti della situazione e sono stati trovati dei metodi alternativi di guadagno.

 

Airbnb: la piattaforma sembra che si stia riprendendo con il graduale aumento delle prenotazioni

Brian Chesky, amministratore delegato di Airbnb, ha confermato che tra metà maggio e inizio giugno, le prenotazioni degli alloggi sono aumentati sia negli Stati Uniti che in Europa.

In questo caso, la voglia di tornare alla normalità è sicuramente determinante anche perché la grave emergenza sanitaria ha messo in condizione le persone di cambiare in maniera del tutto radicale le loro abitudini di vita. L’AD di Airbnb inoltre ha lasciato delle importanti dichiarazioni in merito alla nuova situazione: “Le persone, dopo essere rimaste bloccate nelle loro case per alcuni mesi, vogliono uscire, è molto chiaro. Ma non vogliono necessariamente salire su un aereo e non si sentono ancora a loro agio lasciando il proprio Paese“.

Dunque, sarà possibile prenotare delle vacanze con dei soggiorni più lunghi, anche grazie alla possibilità attuale di lavorare da remoto, in dei posti che saranno meno distanti dalla nostra residenza, e che quindi possono essere raggiunti tranquillamente in auto. Nelle ultime settimane infatti, si sono registrate in maniera rilevante un numero di prenotazioni davvero importante: a febbraio 1/3 del totale, a maggio il 50%.