costi nascosti telefonia mobile

Quando si parla di contratti di telefonia mobile sono in pochi a conoscere esattamente tutti i meandri degli accordi che hanno siglato. Anche quando si tratta di semplici prepagate che sembrano operare alla luce del sole, esistono dei costi nascosti applicati da TIM, WindTre e Vodafone che mandano in bestia i consumatori. Spese aggiuntive che spesso si sostengono ogni mese senza averne coscienza, o peggio ancora ce ne accorgiamo solo dopo due mesi.

Purtroppo chi sottoscrive un abbonamento raramente legge i termini e le condizioni del contratto fino in fondo, e non gliene diamo una colpa, ma questa disattenzione può costare caro in termini economici. Vediamo insieme i costi più comuni.

 

Telefonia Mobile: i costi nascosti di TIM, WindTre e Vodafone

A parte qualche operatore onesto, uno dei costi nascosti più ignorato è la segreteria telefonica, poiché quando si chiama e si ascolta la propria casella vocale non tutti sanno che è a pagamento. Se avete poi molti messaggi da ascoltare allora il conto si potrebbe fare salato.

E che dire delle famose e tanto odiate rimodulazioni contrattuali? Spesso vengono imposte al termine di una promozione ma può anche accadere che arrivino all’improvviso. Le comunicazioni di solito sono tempestive ma non sempre chiare da parte dei gestori, e così gli utenti si ritrovano spesso subissati da costi raddoppiati.

Infine chiudiamo con tutta una serie di servizi che sono offerti dagli operatori ma che spesso non viene comunicato che sono a pagamento. Parliamo ad esempio del cosiddetto “Ti ho cercato”, del “Chiamami” o anche del “ChiamaOra”: servizi la cui attivazione è quasi sempre automatica e addebitata direttamente. 

Tuttavia la maggior parte di questi balzelli contrattuali può essere arginata dagli utenti, poiché questi servizi si possano disattivare da call center, dall’area fai date o da app. Nonostante a tutela dei consumatori ci sia l’articolo 57 del Codice del Consumo che vieta la fornitura di beni o servizi senza esplicita richiesta dell’utente, purtroppo la musica è un’altra.