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Le criptovalute ormai sono sparite dal radar del grande pubblico, un declino costante da quanto sono salite all’attenzione solo per il fatto che il Bitcoin aveva raggiunta una cifra esorbitante. Detto questo, rimane la valuta preferita di molti quando si tratta di frodi o truffe online. Questo genere di contrattazione avvengono quotidianamente ovunque.

Secondo uno studio della società di ricerca sulla sicurezza CipherTrace, in questi primi cinque mesi dell’anno sono stati mobilitati 1,4 miliardi di dollari in criptovalute. La maggior parte della valore continuare a rimanere collegato al Bitcoin, la moneta virtuale dal valore più alto; allo stato attuale supera gli 8.000 euro a token.

 

Frodi e criptovalute: un giro di affari spaventoso

La fortuna di chi fa transazioni del genere in questi mesi risiede proprio nel fatto che c’è una pandemia a livello globale. I governi sono attualmente concentrati verso tutt’altro piuttosto che fare i conti contro gli attori di frodi informatiche.

Il principale di questi attori, neanche a dirlo, si trova in Cina. Si chiama Wotoken ed è stato collegato a una campagna nota come PlusToken Ponzi. Apparentemente è riuscita a rubare circa un miliardo di beni crittografici da oltre 750.000 vittime, vittime attirate da guadagni facili che non sono mai arrivati.

Chiunque operi in questo settore pieno di ombre sta diventando sempre più bravo secondo la società di sicurezza, così bravi da riuscire a superare le norme antiriciclaggio. Sarà interessante vedere per la fine dell’anno quale sarà stato il volume d’affari totale. L’anno scorso è stato di 4,5 miliardi di dollari.