WhatsAppDelle volte ci troviamo sullo smartphone degli strani messaggi su WhatsApp da parte di contatti che non sono salvati nella nostra rubrica. Spesso questi messaggi fanno riferimento ad eventuali problemi di sicurezza sul nostro account e della necessità di condividere il codice di verifica dell’app. Si tratta del codice di verifica per accedere con un dispositivo nuovo e quando vi viene chiesto, probabilmente qualcuno vuole rubarvi l’account.

Questo è proprio lo scopo dei malfattori, accedere a degli smartphone con dei problemi di sicurezza fasulli. La testimonianza diretta ci perviene dall’account Twitter di WaBetaInfo, il quale ha parlato di una situazione capitata ad un ragazzo paraguaiano: sul suo smartphone sono arrivati messaggi da un numero sospetto, spacciandosi per una persona del supporto tecnico di WhatsApp.

 

 

WhatsApp: ecco il messaggio a cui non devi mai rispondere

Viene chiesto il codice di verifica sotto forma di messaggio abbastanza articolato: si parla di un tentativo di accesso non autorizzato sull’account dell’utente, quindi il codice di verifica deve essere condiviso e che a breve arriverà via SMS. Il messaggio si conclude con WhatsApp che ci comunica che così avrà la certezza che nessuno è entrato in possesso dell’account.

Queste truffe sono arrivate anche in Italia, a testimoniarlo è la Polizia di Stato. E la tecnica utilizzata è sempre la stessa. Nel caso in cui dovreste cadere nella trappola, potreste trovarvi misteriosamente fuori dal vostro account. Sono sempre più diffuse in tutto il mondo ed è bene che molti utenti vengano a conoscenza del modo in cui possono difendersi da queste:

  • Non condividere mai informazioni personali con persone che non conosciamo
  • Diffidare sempre da messaggi che non si hanno in rubrica e che inoltre vi chiedono codici o altri dati sensibili
  • Diffidare da chi si finge tecnico di Whatsapp. L’applicazione difficilmente invia messaggi agli utenti e se lo fa si serve del suo account ufficiale
  • Bloccare e segnalare il numero a WhatsApp così da far scattare il ban