ZuckerbergFacebook ha risposto in maniera criptica ad alcune affermazioni sui post controversi postati da Trump sulla piattaforma. Zuckerberg, CEO di Facebook, ha risposto ai dipendenti che hanno mosso le critiche a riguardo.

Il personale dovrebbe parlare apertamente“, ha affermato Zuckerberg, ma non ha dichiarato che cambieranno le politiche per evitare che situazioni come questa si ripetano. La società ha deciso di non intervenire contro i post in cui il presidente americano sembra minacciare i manifestanti di essere fucilati. Twitter, al contrario, ha nascosto il post affermando che glorifica la violenza e ha impedito agli utenti di condividerlo facilmente o interagire. Tale decisione ha suscitato critiche da parte di Mark Zuckerberg, il quale ha affermato che non vuole censurare nessuno in quel modo.

Queste dichiarazioni del CEO di Facebook hanno portato a critiche da parte di impiegati di alto rango, che hanno sostenuto che si dovrebbe fare di più per impedire tale retorica. “Riconosciamo il dolore che molte delle nostre persone stanno provando in questo momento, in particolare la nostra comunità nera“, ha detto un portavoce. “Incoraggiamo i dipendenti a parlare apertamente quando non sono d’accordo con le decisioni prese”.

Zuckerberg ritiene che oscurare alcuni post sia sbagliato, forti critiche da parte dei suoi dipendenti

Su Twitter, il personale ha criticato la risposta di Zuckerberg e suggerito che avrebbero agito per cambiare la politica adottata. Ad esempio, Andrew Chow, responsabile del reparto design del portale di Facebook, ha suggerito che l’azienda “sta offrendo una piattaforma per incitare alla violenza e diffondere disinformazione lasciando quel post online”.

“Le normative sulla censura che potrebbero aiutare gli utenti a vedere il quadro completo sono errate”, ha twittato Chow. “Ma dare una piattaforma per incitare alla violenza e diffondere disinformazione è inaccettabile, indipendentemente da chi tu sia o se sia degno di nota. Non sono d’accordo con la posizione di Mark e lavorerò per far sì che il cambiamento avvenga.”