rivoluzione 6G primeloc

Un giorno nei nostri smartphone potremo avere integrato un radar in grado di generare la mappa di qualunque edificio dove ci troviamo fornendo informazioni smart. A questo progetto sta lavorando un team di ricercatori dell’Università di Bologna in collaborazione con la Commissione francese per le energie alternative e l’energia atomica (CEA). Uno strumento che probabilmente vedrà la sua concreta realizzazione soltanto con l’arrivo della rivoluzione del 6G.

Secondo Davide Dadari, professore associato di ingegneria elettrica direttamente convolto nel progetto del radar chiamato Primeloc si tratta diuna tecnologia che potrebbe diventare realtà nel prossimo decennio“. Questo radar rientra una delle innovazioni nel campo delle tecnologie di comunicazione del più ampio consorzio Attract, finanziato dall’UE e guidato dal Cern, e siamo sicuri che presto i nostri device diventeranno qualcosa di più rispetto a quanto offrono già oggi. 

 

Rivoluzione 6G: un’app radar nello smartphone mapperà tutto

Come spiega ancora Dadari, se le antenne dei telefoni cellulari diventassero così piccole da poterne inserire centinaia in un unico dispositivo allora questo sistema radar avrà successo. Tuttavia “probabilmente dovremo aspettare fino all’era 6G prima che gli smartphone trasportino antenne abbastanza sofisticate da poter essere utilizzate per il radar“.

Ma la rivoluzione del 6G non si fermerà al radar su smartphone, poiché presto la stessa tecnologia potrebbe essere implementata sulle auto a guida autonoma per renderle efficaci in ogni condizione atmosferica. Infatti una scarsa visibilità non è un problema che tocca un radar, e tuttavia il monitoraggio attivo della strada con questi sistemi richiede apparati molto costosi attualmente in dote solo ai militari. Ma con la sesta generazione di rete tutto può cambiare. 

Il progetto Sinatra per il rilevamento radar, come Primeloc, è frutto di una ricerca visionaria che coinvolge sempre la ricerca in Italia. Se le antenne intelligenti proposte per la futura guida autonoma dei veicoli avranno un futuro lo dovremo allo sforzo congiunto tra l’Università di Siena ed ECM, azienda italiana specializzata in apparecchiature elettriche per le ferrovie. Il consorzio Attract punta anche a utilizzare la tecnologia per rilevare persone e ostacoli sui passaggi a livello.