top 10 compagnie aeree

Secondo le disposizioni governative, dal 3 giugno si tornerà a volare e ben presto anche la nostra compagnia di bandiera Alitalia ripartirà ad attraversare i cieli. Tutte le compagnie aeree si stanno equipaggiando seguendo le norme di sicurezza e distanziamento sociale stabilite a causa dell’emergenza sanitaria. Alitalia non è da meno anche se le spese sostenute dalla compagnia per il relooking ricade sui biglietti acquistati dai viaggiatori.

Se si fa una simulazione di acquisto dei biglietti infatti ci si rende conto di quanto salato sia il loro costo. Ciò è vero soprattutto su giugno, mese in cui Alitalia volerà sola ed imporrà il proprio monopolio sulle tariffe di viaggio. La sanificazione degli spazi, delle cabine e delle aree di sosta, oltre che la limitazione del numero dei viaggiatori ha portato Alitalia ad aumentare vertiginosamente i prezzi delle varie tratte.

Cosa accadrà a Luglio con il ritorno sulla scena delle compagnie low cost?

Il monopolio di Alitalia cesserà a partire dai primi di luglio quando le low cost come Ryanair e EasyJet riprenderanno a volare. La differenza del costo dei biglietti tra giugno e luglio è notevole, in alcuni casi persino dimezzata. Ad esempio se a giugno volare a Palermo con Alitalia costa 535 euro, nel mese di luglio sarà possibile con appena 253 euro. La concorrenza delle compagnie low cost tornerà a farsi sentire e con essa un vero e proprio calmieramento dei prezzi di Alitalia.

C’è però un paradosso tutto italiano. Se è vero infatti che le compagnie low cost hanno una convenienza notevole sulle tratte estere, non si può dire lo stesso di quelle nazionali. Ad esempio pensiamo ai voli per Londra di Ryanair o EasyJet. La prima prevede un costo di 106 euro per raggiungere la capitale del Regno Unito tra il 4 e l’11 luglio, la seconda poco di più. Diversamente, se si volesse restare nei cieli nazionali la questione diventa spinosa. Basti pensare che per andare a Palermo con Ryanair sempre tra il 4 e l’11 luglio il volo a/r è di 415 euro. Un’annosa questione molto dibattuta soprattutto in relazione ai costi eccessivi sostenuti dai pendolari che si spostano da Nord a Sud a prezzi davvero esorbitanti.