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Nel tentativo di offrire un servizio di spesa online che potesse ovviare alla quarantena imposta dall’epidemia da Coronavirus, la grande distribuzione non è riuscita a farsi trovare pronta per la sfida dell’ecommerce. I siti web sono stati approntati in maniera raffazzonata, soprattutto nella comunicazione tra sistemi client ed effettive scorte di magazzino per i prodotti. In più, quando ci sono stati picchi di traffico sui siti questi si sono dimostrati incapaci di reggerli, mentre il disastro si è completato con ritardi mostruosi sulle consegne della spesa. 

Questa era una summa di tutti gli incidenti occorsi in queste settimane, quando l’atto di acquistare la spesa alimentare da remoto è stato un piccolo fallimento mentre sarebbe stata una gradita misura di contenimento della pandemia. Un disservizio soprattutto per gli anziani o per le persone costrette all’isolamento domiciliare, ma ora vediamo i casi per ogni grande marchio che ha tentato l’impresa.

 

Carrefour, Amazon, Esselunga: ecco i problemi della spesa online

Guardando ai grandi marchi possiamo dire che i più clamorosi disservizi sono stati registrati da Amazon, Carrefour ed Esselunga, e partiamo proprio da quest’ultimo che in passato ha fatto del suo servizio di spesa online un vanto. Stavolta tanta esperienza nel campo dell’ecommerce non è servita, e attendere in media due settimane dall’ordine per ricevere la spesa non è stato accettabile.

Anche Carrefour ci ha meSso del suo, perché rispetto agli altri ha addirittura impostato una coda automatica di accesso al sito per evitare che si potesse intasare con troppe richieste. Conad e Coop, invece sono rimaste ai primi anni 2000, poiché non hanno ancora piattaforme la spesa online attive su tutto il territorio nazionale ma coprono solo alcune zone del Nord Italia.

Anche Amazon non è stato esente da figure barbine, poiché il colosso dell’ecommerce è incappato in una serie di errori e disservizi. L’azienda di Bezos in teoria avrebbe attivo il servizio di spesa online e di consegna dei beni di prima necessità già da diversi anni, eppure le forniture di prodotti si sono rivelate insufficienti. 

Di una cosa comunque possiamo essere soddisfatti: le vendite online di prodotti alimentari sono quasi raddoppiate rispetto allo scorso anno, e di certo gli errori commessi dai grandi marchi non si ripeteranno. C’è già chi scommette che l’ecommerce conoscerà una nuova stagione da record per numero di transazioni proprio per l’esperienza della quarantena.