Huawei, HiSilicon, Kirin, Kirin 1000, 5nmPrima della pandemia un timido segnale di distensione tra Cine ed USA si era visto ma ultimamente le tensioni si sono intensificate con l’amministrazione Trump decisa a prolungare il blocco Huawei e ZTE negli Stati Uniti fino al 2021.

Tali tensioni hanno avuto origine nel 2017 e da allora è stato un braccio di ferro continuo tra i Governi e le multinazionali. Tre anni fa ZTE ha ricevuto una multa per aver venduto tecnologie americane ad Iraq e Corea. Poco meno di un miliardo di dollari per questo scherzetto. Ulteriori scontri si sono avuti poi nel 2018 a seguito del primo bando di veto posto dalla Cina a ZTE per la commercializzazione di tecnologia in USA.

Il blocco impedisce non solo di vendere telefoni ed apparecchiature mobili di rete ma anche hardware e software made in USA. Una soluzione che inibisce l’azione di mercato e quindi la vendita di chip e processori Qualcomm fatti negli stabilimenti degli Stati Uniti. Cosa che porta anche ad uno stop nell’uso degli ecosistemi digitali di Google per app e servizi. Adesso le cose sembrano addirittura peggiorate. Ecco le novità.

 

Donald Trump proroga il blocco per Huawei e ZTE

Mentre Huawei acquista il titolo di secondo produttore al mondo di smartphone l’amministrazione Trump accoglie l’idea di ulteriori e pesanti limitazioni alla vita commerciale del colosso nel suo Paese. Si parla di una estensione al 2021 con una evidente crepa che costringe la multinazionale a mettersi in proprio.

Nel corso di questi ultimi mesi, infatti, gli sviluppatori si sono prodigati alla concessione di nuove versioni di Huawei OS da utilizzare al posto di Android sia per telefoni cellulari che per Smart TV, indossabili ed altri dispositivi.

Prolungando il bando si avranno presto ripercussioni anche per quanto riguarda la gestione del 5G. In attesa di ulteriori aggiornamenti vi invitiamo a seguirci sul nostro sito ed attraverso tutti i nostri canali ufficiali.