bancheLe banche, con la recente modifica di alcune leggi, hanno ora il potere di optare unilateralmente per la chiusura dei conti correnti dei propri clienti. La procedura, sebbene semplificata, non potrà essere attivata/applicata quando e come vorranno, ma potrà essere richiesta solamente in casi specifici.

Fino a qualche anno fa, nel momento in cui le banche volevano interrompere un rapporto con un utente, prima di tutto dovevano rivolgersi ad un Giudice per richiedere il “via libera” per l’attivazione del procedimento. I tempi della Giustizia in Italia, lo sappiamo purtroppo benissimo, sono tutt’altro che corti, di conseguenza prima di ottenere il benestare potevano trascorrere mesi, se non addirittura anni.

Consapevoli di dover snellire le pratiche burocratiche, gli uomini al Governo hanno deciso di troncare il passaggio presso la Corte, offrendo pieni poteri all’istituto di credito. Questa, infatti, dovrà semplicemente inviare una notifica al cliente, per mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno, almeno 30 giorni prima l’attuazione.

 

Banche: i conti correnti sono chiusi quasi all’improvviso

Trascorso l’intervallo temporale indicato, il passo successivo sarà proprio la chiusura del conto corrente. Non temete però, il procedimento non potrà essere applicato in molti casi, solamente in un paio di occasioni.

La più scontata riguarda l’indagine per reati finanziari, nel caso in cui il consumatore si ritrovasse coinvolto in uno scandalo o in pratiche illegali, le banche potranno decidere di congelare il conto corrente. La seconda occasione riguarda disponibilità negative, nell’eventualità in cui comunque il saldo dovesse essere sempre negativo e dovessero continuare a sopraggiungere richieste di pagamento, la banca potrebbe decidere di bloccare il conto o di continuare a prestare denaro (applicandovi poi gli interessi) al contribuente.