Rimborsi-palestre

Sono ormai trascorsi due mesi dal decreto che ha cambiato la vita a moltissimi italiani nell’ultimo periodo. Disponendo la chiusura di bar, ristoranti, palestre e centri sportivi si è cercato di evitare quanto più possibile l’aggregazione di persone all’interno degli stessi spazi – soprattutto chiusi – per prevenire qualsiasi forma di contagio.

Di fatto, però, sono molti gli utenti che nel corso dei mesi avevano deciso di iniziare a tenersi in forma in palestra, così come anche tantissimi coloro che praticano sport da anni ed è divenuta per loro un’abitudine irrinunciabile. Per questo, innumerevoli italiani si sono ritrovati improvvisamente a non poter più fruire di un servizio che era stato già pagato in anticipo, attraverso la sottoscrizione di abbonamenti.

Come ottenerne il rimborso, dunque, per il tempo in cui non se ne potrà fruire? Ecco una breve guida su cosa fare.

Palestre chiuse per prevenire diffusione del Covid-19: i clienti hanno diritto al rimborso?

Come riportato dal quotidiano La Repubblica, la questione rimborso potrebbe sfociare in contenziosi improduttivi tra clienti e gestori delle strutture.

Diversi centri stanno proponendo dunque di recuperare i mesi persi per via del lockdown allungando i termini di scadenza dell’abbonamento. D’altra parte, come ricorda Massimiliano Dona – presidente dell’Unc, Unione Nazionale Consumatori – “il cliente è libero di accettare o meno l’opzione dello stop momentaneo. Se il contratto prevede un numero di ingressi da usare senza scadenze di tempo, è ragionevole che possa servirsene una volta finita l’emergenza. Ma in caso di abbonamento mensile o annuale, con ingresso libero, ha sempre diritto al rimborso della parte di quota della quale non potrà usufruire”.

Il rimborso è dunque previsto dalla legge, per qualunque servizio o attività pianificata in partenza che poi non ha potuto avere luogo per cause indipendenti dalla volontà del fruitore.