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Zoom è una delle app per effettuare video-chiamate e video-conferenze di gruppo che ha registrato un vero e proprio boom di download in queste ultime settimane, a seguito dello scoppio della pandemia. Nel bel mezzo della crisi sanitaria, che ci ha costretto al distanziamento sociale e all’isolamento a casa, Zoom è diventato uno dei principali strumenti per connettersi con amici e parenti lontani, nonché un servizio molto utile per lo smart working e l’e-learning, proprio perché consente di effettuare video-chiamate di gruppo con molti partecipanti.

Quest’app, però, ha sofferto – e continua a soffrire – di problemi piuttosto gravi, che rappresentano un pericolo reale per la privacy degli utenti che, ogni giorno, scelgono di affidare le proprie video-chiamate a questo particolare servizio. I criminali informatici, infatti, non solo sono riusciti a rubare i dati di milioni di utenti, che hanno poi rivenduto per pochi centesimi sul dark Web; ma in molti casi sono anche riusciti ad intrufolarsi nelle video-conferenze in corso, provocando disturbi di vario tipo. Questo fenomeno è stato definito “zoombombing”.

Cos’è lo ZoomBombing e in che modo il prossimo aggiornamento risolverà questo problema?

Lo zoombombing consiste nell’irruzione non desiderata di utenti malintenzionati all’interno di una video-chiamata in corso, che “bombardano”, appunto, la stanza virtuale con contenuti pornografici, volgari, razzisti ed insultando i partecipanti. Con l’aggiornamento del prossimo 9 maggio, Zoom dovrebbe finalmente porre fine a questa fastidiosa pratica.

L’update conferirà agli utenti nuovi strumenti di controllo per rendere le video-chiamate più sicure. Per le call che verranno organizzate tramite Personal Meeting ID, è stato stabilito che ogni utente che si collegherà a quella determinata chiamata passerà dapprima in sala d’attesa, dove attenderà che l’organizzatore della video-chiamata approvi la sua partecipazione. Sarà dunque l’organizzatore a stabilire chi può effettivamente partecipare alla video-chiamata, limitando in questo modo le irruzioni indesiderate.

In secondo luogo, gli amministratori saranno obbligati a proteggere le video-chiamate con una password. Ciò significa che solo gli utenti in possesso della chiave d’accesso potranno prendere parte alla riunione. Infine, la condivisione dello schermo sarà consentita solo all’organizzatore della video-chiamata, e sarà lui a stabilire se e chi potrà condividere lo schermo.