google mobile services

Dopo qualche mese dalla coraggiosa scelta di Huawei di rinunciare alla suite di Google Mobile Services ora possiamo tirare le somme. Purtroppo Big G ha ancora il coltello dalla parte del manico, nel senso che il mondo Android è troppo dipendente da Google per poter rinunciare al supporto della casa madre.

Proprio la mancanza dei Mobile Services mette i produttori di software per smartphone nella difficile condizione di sopperire all’assenza del cloud delle API di Google. La maggior parte delle app che sfruttano la localizzazione non funzionano correttamente, oppure il vostro smartphone non si può usare per pagare contactless. In più molte delle app per il mobile home banking non funzionano perché manca la certificazione Google Play Protect.

 

Google: con i suoi servizi tiene sotto scacco gli smartphone

Senza il supporto di Google non funziona nemmeno l’identità digitale Spid, e dovete rinunciare all’app nativa Foto o Drive. Anche un’app terza come Whatsapp avrà problemi di funzionamento perché necessita del backup su Google Drive.

Altri servizi rimpiazzabili difficilmente sono Gmail, YouTube e l’assistente vocale, così come potete scordarvi l’uso del Google Home o del Chromecast per usare il telefono come interfaccia con la vostra smart TV. Niente da fare per Android Auto e avrete enormi difficoltà nell’usare app che vi permettano di comprare biglietti del treno e dell’autobus. Insospettabile è invece la criticità nell’uso delle app che permettono la gestione delle tessere fedeltà.

Se Google Chrome è una perdita trascurabile, al netto della mancanza di sincronizzazione tra i segnalibri dello smartphone e quelli del PC, in conclusione Big G ci tiene nel palmo di una mano. Sa tutto di noi e di cosa facciamo e noi altresì non possiamo facilmente affrancarci. Quindi è lecito che Huawei stia facendo qualche piccolo passetto indietro verso il ritorno sotto l’ala di Mountain View, altrimenti il suo orizzonte si farà molto più cupo di ora.