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In Italia, la piaga dell’evasione fiscale priva lo Stato di oltre 100 miliardi di euro ogni anno. Si tratta di cifre notevoli, e in tempo di Coronavirus siamo testimoni di quanto determinate somme avrebbero aiutato senz’altro a fronteggiare meglio una simile situazione di emergenza. Sarebbero potuti servire nei potenziamenti del sistema sanitario, nella costruzione di nuovi ospedali dedicati ai pazienti Covid-19, nell’aumento dei posti in terapia intensiva, ma anche – senza pensare “troppo” in grande – a fornire al personale sanitario impegnato nella gestione del virus tutti gli strumenti necessari alla protezione individuale.

Anche per questo motivo è risultata molto importante l’attivazione di protocolli più stringenti nei confronti di chiunque si macchi della colpa di essere un evasore fiscale. Tra le iniziative contemplate, la normativa vigente ora consente di prelevare il corrispettivo dovuto al Fisco direttamente dai conti correnti dei contribuenti morosi.

Fisco, stangata per gli evasori: il denaro non corrisposto verrà prelevato direttamente dai conti

Non si tratta di una novità in senso assoluto, benché comunque sostanziale. Infatti, era già previsto che in presenza di debiti fiscali e di cartelle esattoriali, quanto dovuto fosse prelevato direttamente dai conti correnti intestati al contribuente, senza attivare una procedura giudiziaria.

Nel passaggio delle competenze di Equitalia (ora eliminata come ente) nelle mani dell’Agenzia delle Entrate settore Riscossione, però, questo procedimento è stato snellito ulteriormente.

Dalla legge approvata a luglio scorso, infatti, risulta che le somme eventualmente pignorate sul conto corrente vengono di fatto bloccate, nonché immediatamente rigirate al Fisco per la risoluzione del debito.

In aggiunta, laddove il giudice lo disponesse, sarebbe possibile anche rigirare per intero il saldo presente su un dato conto al creditore, dando di fatto l’appiglio alla banca per poterlo chiudere e lasciando al titolare del conto l’onere dei vincoli fiscali.

E’ da precisare, però, che molte di queste procedure sono state momentaneamente sospese per via dell’emergenza Coronavirus in corso. Pertanto anche i procedimenti di pignoramento presso terzi o la chiusura di conti a seguito di tali azioni risultano interrotti.