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Il Governo potrebbe decidere di eseguire prelievi forzosi sui conti correnti dei cittadini per far fronte alla scarsa liquidità di questo periodo. Questa misura rappresenterebbe la via più immediata per combattere la crisi economica e rimpinguare velocemente le casse dello Stato. Per rendere operativi i prelievi forzosi sui conti correnti è sufficiente avere l’approvazione del Parlamento, sia nel caso lo si attui attraverso un decreto legislativo  o che se si avalli con un decreto legge.

Nel primo caso sarà il Parlamento ad autorizzare l’esecutivo per legiferare in materia di prelievi forzosi. Nel secondo, l’esecutivo adotta addirittura immediatamente il provvedimento normativo giustificandolo con lo stato di necessità ed urgenza. Il decreto legge è inoltre un atto normativo che pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ha una efficacia immediata. Da quel momento dunque non solo il prelievo forzoso diventa esecutivo ma sarà fatto divieto per i correntisti di prelevare grandi somme a tutela dei propri risparmi.

Il prelievo forzoso lede il diritto all’uguaglianza della capacità contributiva dei cittadini?

Il prelievo forzoso colpisce i depositi dei conti correnti e dunque non la ricchezza effettivamente posseduta dagli italiani. Questo significa che se la propria liquidità è stata capitalizzata in altro modo, ad esempio con l’acquisto di beni immobiliari, non si deve temere nulla. Al contrario di ciò che accadrebbe se invece si fosse scelta la strada dei depositi su conto corrente. Inoltre, alla luce di quanto detto, potrebbe capitare che qualche cittadino più attento decida di eseguire un corposo prelievo dal proprio conto prima dell’intervento della manovra governativa.

Anche l’apertura di un fido costituirebbe un ostacolo al prelievo forzoso e dunque l’impiego di uno o più escamotage impedirebbe allo Stato di prelevare forzosamente in maniera equa e democratica. E’ pur vero che il Governo arriva a scegliere di eseguire i prelievi forzosi solo in caso di forte necessità. L’ultima volta parliamo del 1992 quando, per risanare le casse erariali, il Governo Amato prelevò forzosamente il 6 per mille sui conti correnti dei cittadini di allora.