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La piattaforma di e-commerce Amazon con il passare del tempo ha fortificato la propria strategia anti-contraffazione. L’azienda sperimenta continuamente nuovi metodi per cercare di scoprire alcuni utenti furbetti.

L’ultimo metodo è quello della videoconferenza per il processo di verifica di identità dei venditori “terzi” che aspirano ad aprire la propria vetrina sul marketplace. Scopriamo insieme ulteriori dettagli.

 

Amazon: ecco come la piattaforma “stana” i venditori furbetti

L’attività di controlli tramite videoconferenza è iniziata all’inizio dell’anno e prevedeva incontri faccia a faccia. Le restrizioni di qualche settimana fa, dovute alla pandemia da nuovo coronavirus, hanno però reso necessario l’utilizzo del software di videoconferenza. Come ben sapete, la contraffazione rappresenta un ostacolo nel mondo del business, soprattutto se stiamo parlando di Amazon, azienda stimata in tutto il mondo per i propri servizi.

Quest’ultima da anni sta tentando di arginare il “fenomeno dei prodotti fake“, che ha colpito maxi brand come Nike, Apple e molti altri. Alcuni di questi fenomeni ha causato l’abbandono della piattaforma da parte di alcuni marchi. Purtroppo con il coronavirus i venditorifake si sono moltiplicati, vendendo prodotti per la salute a prezzi esorbitanti. A questo fortunatamente la piattaforma ci ha pensato qualche settimana fa, bloccando qualsiasi tipo di annuncio che contenesse mascherine, gel igienizzanti o guanti usa e getta a prezzi improponibili.

Il sistema adottato in questo periodo dalla piattaforma è stato sperimentato con oltre 1000 candidati in diversi stati del mondo e potrebbe sicuramente rendere più difficile l’accesso al marketplace ad alcuni venditori cinesi che si sono registrati con più account utilizzando reti internet private.

Il software per la videoconferenza si chiama Amazon Chime, piattaforma pay-by-use enterprise alternativa ai servizi concorrenti come per esempio Microsoft Teams o Zoom. I controlli di verifica automatica sono basati su machine learning esistenti e bloccano gli account sospetti di essere fake. Nel 2019 la piattaforma ha bloccato circa 2.5 milioni di account ritenuti generati da truffatori.