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Nella conferenza stampa del 26 Aprile, Conte ha parlato del decreto appena redatto per introdurre la Fase 2 e si è soffermato sulla questione “mascherine”. Il dispositivo di sicurezza che siamo costretti ad utilizzare quotidianamente e che ci accompagnerà ancora dal 4 maggio è stato oggetto di vera e propria speculazione. Le mascherine infatti non hanno mai avuto specifica regolamentazione che ne stabilisse il prezzo di vendita. Con quale risultato?

Purtroppo con la speculazione di alcuni commercianti e la conseguente denuncia da parte di associazioni di consumatori, politici e giornalisti. Il prezzo delle mascherine, come quello di altri dispositivi di sicurezza personale o dei disinfettanti, è arrivato alle stelle senza che il Governo intervenisse per il suo contenimento. Adesso è invece giunto il momento di stabilire dei prezzi specifici per i dispositivi di cui sopra e permettere a tutti di poterli acquistare.

Quale prezzo avranno le mascherine?

Nella conferenza stampa Conte rivela di ritenere congruo un prezzo di vendita pari a 50 centesimi a mascherina. L’intento è quello di rendere il dispositivo, ancora obbligatorio nella Fase 2, fruibile a tutti i cittadini tenendo conto dei costi di produzione sostenuti dalle aziende che realizzano le mascherine. Per arrivare ad un prezzo così contenuto, il Governo sta lavorando sulla possibilità di renderle esentasse. Al momento infatti sulle mascherine è applicata l’Iva al 22%. Una decisione che bisognerà prendere al più presto visto che con la Fase 2 molti italiani torneranno ad uscire ed è fondamentale che ogni cittadino sia adeguatamente equipaggiato.

Una questione quella del costo delle mascherine precedentemente sollevata da Federconsumatori. Oltre a rilevare la variazione dei prezzi da esercizio a esercizio, Federconsumatori ha calcolato quanto il costo dei dispositivi di sicurezza pesi sul bilancio familiare. Cambiando 2 mascherine chirurgiche al giorno una famiglia di tre persone andrebbe a spendere circa 300 euro al mese. Un costo che le famiglie italiane in questo momento di forte crisi economica non possono certo permettersi di spendere.