soldi fermi

Da quando il lockdown ha bloccato il mercato dell’intero Paese, l’ombra di una fastidiosa tassa patrimoniale aleggia silenziosa sul bel Paese. La paura che una crisi economica di vaste dimensioni possa portare l’Italia al collasso attanaglia i cittadini, piccoli e grandi risparmiatori. L’inevitabile richiesta di aiuto rivolta alla UE fa trasparire il forte bisogno di liquidità di questo Governo, senza la quale non sarebbe stato possibile far partire gli ammortizzatori sociali.

Una liquidità che potrebbe essere recuperata anche internamente attingendo ai conti correnti più corposi attraverso dei prelievi forzosi. Parliamo in termini più semplici dell’applicazione della patrimoniale, già utilizzata dal Governo Amato nel 1992. Di patrimoniale non si è mai discusso in maniera esplicita sino ad ora ed è una misura salva Stato su cui non tutti sono d’accordo.

I pro e contro della patrimoniale e come sfuggire ai prelievi forzosi.

Tra i nostri politici favorevoli alla patrimoniale l’ex ministro del Governo Monti Elsa Fornero, che ritiene la tassa un intervento necessario per sostenere il debito pubblico in questo momento. Al contrario Giulio Tremonti, ex Ministro delle Finanze, sostiene che prelevare forzosamente dai risparmi degli italiani alimenterebbe quel clima di incertezza che ridurrebbe ancora di più i consumi. Nel caso in cui si dovesse scegliere di applicare la patrimoniale, il matematico esperto di risparmio e previdenza Beppe Scienza rivela sul Fatto Quotidiano le tre strade da seguire per salvare il conto corrente.

La prima soluzione per salvare i risparmi è quella di emettere assegni circolari non trasferibili di importo pari alla cifra che si intende mettere al sicuro. La seconda è offerta dall’oro, inteso come un bene rifugio, anche se si tratta di un investimento che prevede una buona conoscenza del relativo mercato visto il rischio di oscillazioni che corre. La terza strada è quella delle cassette di sicurezza dove far confluire i soldi provenienti dal conto corrente. Tuttavia, l’esperto tiene a precisare che sia la soluzione dell’assegno circolare che quella della cassetta di sicurezza sono relativamente sicure perché non del tutto immuni dal fantasma della patrimoniale.